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Attualità Sabato 06 Giugno 2026 ore 13:41

Affitti, Firenze in vetta alla classifica dei rincari

Il capoluogo toscano guida la classifica insieme a Milano con un aumento del 49% in sei anni. Nel canone se ne va oltre metà stipendio



FIRENZE — Nell'arco di 6 anni, tra il 2019 e il 2025 gli affitti nelle principali città italiane sono aumentati a un ritmo ben superiore rispetto a quello degli stipendi. E' quanto emerge da una indagine di Cna, realizzata sui dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate e sull'andamento delle retribuzioni nette nello stesso periodo.

I rincari maggiori si sono registrati a Milano e Firenze, con un aumento del 49%: nel capoluogo toscano il canone medio per un appartamento di 70 metri quadrati è passato da 900 a 1.340 euro al mese. Nello stesso periodo, l'aumento delle retribuzioni nette medie si è fermato al 10%, con uno scarto di quasi 39 punti percentuali.  L'affitto - secondo l'analisi di Cna -  assorbe il 62% dello stipendio

"Il costo della casa ha smesso di essere solo un problema sociale ed è diventato un freno economico — afferma Francesco Amerighi, presidente di Cna Firenze Metropolitana —. Le imprese fanno sempre più fatica a trovare personale qualificato disposto a trasferirsi in città. Quando l'affitto assorbe quasi due terzi dello stipendio, la mobilità professionale si blocca e il territorio perde attrattività".

Secondo Amerighi "Bisogna aumentare l'offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato, puntare sulla rigenerazione urbana, sostenere l'equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità sociale. Senza interventi di questa portata, Firenze rischia di diventare una città sempre più costosa da abitare e sempre meno capace di attrarre chi dovrebbe contribuire alla sua crescita".

C'è poi la questione degli affitti brevi,  e il lavoro del Comune per regolamentarli. "Le misure adottate -commenta Lorenzo Cei, direttore generale di Cna Firenze Metropolitana- vanno nella direzione giusta perché puntano a tutelare la residenzialità e a preservare l'equilibrio sociale ed economico della città. Occorre che anche il Governo faccia la sua parte: senza una legge nazionale, ogni intervento locale resta una risposta parziale a un fenomeno che parziale non è".


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