Attualità Mercoledì 11 Febbraio 2026 ore 09:20
Sepsi, un esame del sangue per la diagnosi precoce

Un valore può aiutare a individuare precocemente le infezioni più gravi. A dimostrarlo uno studio dell'ospedale San Donato
AREZZO — Un semplice esame del sangue può aiutare a individuare precocemente le infezioni più gravi. A dimostrarlo è uno studio toscano, che apre nuove prospettive per una diagnosi più rapida ed efficace della sepsi. Condotto all'ospedale San Donato di Arezzo, è frutto di un lavoro multidisciplinare condotto su oltre 600 pazienti.
"La sepsi - spiega l'Asl sud est in una nota- è una risposta anomala e sproporzionata dell’organismo a un’infezione, nella maggior parte dei casi di origine batterica. In alcune persone, infatti, il sistema immunitario può reagire in modo eccessivo, arrivando a danneggiare organi e tessuti anziché proteggere il corpo, con conseguenze potenzialmente molto gravi. Riconoscere l’infezione nelle fasi iniziali è quindi fondamentale per aumentare le possibilità di cura e prevenire l’evoluzione verso forme severe. Individuare tempestivamente la sepsi, una patologia definita tempo-dipendente, può fare la differenza nella presa in carico del paziente".
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Clinica Chimica Acta, ha coinvolto oltre 600 pazienti arrivati al pronto soccorso con sospetta infezione. L'equipe ha valutato l’efficacia del cosiddetto Mdw (Monocyte Distribution Width), un valore ottenuto automaticamente dal normale emocromo in tempi molto rapidi, circa cinque minuti dall’arrivo della provetta in laboratorio.
"Questo indicatore - spiega l'azienda sanitaria- si è dimostrato particolarmente utile nell’individuazione delle infezioni severe, con un’accuratezza del 93,6%, nettamente superiore rispetto ad altri esami comunemente utilizzati nella pratica clinica, come la Procalcitonina (Pct) e la Proteina C-reattiva (Crp)".
Il progetto ha coinvolto diversi reparti dell’Ospedale aretino: Medicina di Laboratorio e Microbiologia, Emergenza-Urgenza, Malattie Infettive, Anestesia e Rianimazione nell'ottica di un approccio multidisciplinare.
I risultati della ricerca hanno già trovato applicazione nella pratica clinica. La procedura prevista dallo studio è infatti attiva in via sperimentale all’Ospedale San Donato di Arezzo a partire da giugno 2024, consentendo l’utilizzo sistematico del parametro Mdw nei percorsi di valutazione dei pazienti con sospetta infezione in Pronto Soccorso. L’esperienza maturata in questi mesi rappresenta la base per una possibile estensione del modello organizzativo e diagnostico al resto dell’Azienda, con l’obiettivo di uniformare i percorsi assistenziali e rafforzare ulteriormente la capacità di individuazione precoce della sepsi su scala territoriale.
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