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Attualità Lunedì 09 Febbraio 2026 ore 17:40

Toscani tra i più longevi e in salute

Il rapporto Welfare e Salute promuove la Toscana, che si piazza al di sopra della media nazionale in tutti i principali indicatori



TOSCANA — Toscana promossa nel rapporto Welfare e salute: la regione del Pegaso supera la media nazionale in tutti i principali indicatori di salute aggiornati al 2024.

Secondo quanto emerso da un aggiornamento dell'ultimo rapporto dell'Agenzia regionale per la sanità, in Toscana si vive bene e a lungo, anche grazie ad un'alta adesione agli screening, alla qualità delle cure e a stili di vita salutari. "Nella regione - evidenzia il presidente della Regione Eugenio Giani - la qualità della vita si conferma alta, sotto molteplici aspetti”.

La Toscana si posiziona sopra la media nazionale per aspettativa di vita alla nascita, tornata sopra il livello pre-covid raggiungendo 84 anni. Con 82,2 anni per gli uomini (contro 81,4 di media nazionale) e 86,1 per le donne (contro 85,5), la nostra regione si piazza al quarto posto in Italia dopo Veneto (a pari merito per i maschi), Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige. Differenze comunque sull'ordine dei decimali.

Oltre un quarto della popolazione ha più di 65 anni (il 26,7 per cento di circa tre milioni e 600 mila abitanti). L’indice di mortalità è di 768 decessi per 100mila abitanti (la media italiana è di 801). 

I dati aggiornali del rapporto confermerebbero inoltre come in Toscana l'eccesso di mortalità legato alla pandemia da Covid-19 sia rientrato nel 2023, con un anno di anticipo rispetto a gran parte del Paese. 

Nonostante il calo delle nascite a cui si assiste in tutta Italia, in Toscana il saldo naturale negativo è compensato dal differenziale, positivo, tra chi immigra e che emigra.

Anche analizzando le morti per tumori, ictus o infarto, la Toscana mostra risultati migliori della media italiana, con un calo più marcato delle morti per malattie circolatorie (-59% in Toscana e -53% in Italia) e per tumori (-28% contro -24%). Per le malattie respiratorie si parla di una riduzione significativa e in linea con quella nazionale.

“Il lavoro fatto in questi anni - conferma il Commissario di Ars e direttore sanità, welfare e coesione sociale della Regione Federico Gelli - ha permesso di gestire ed affrontare prima nel migliore dei modi la pandemia e poi ha consentito un rapido recupero del servizio sanitario regionale a standard migliori del 2019”.

Ad incidere sui dati, anche lo stile di vita dei toscani, che risultano i meno sedentari d'Italia (circa il 30 per cento contro il 35) e i più dediti ad attività sportiva o motoria. 

L'adesione agli screening 

I toscani si dimostrano attenti alla prevenzione: il 79,4 per cento delle donne partecipa allo screening mammografico (contro il 72,9 per cento in tutta Italia), l’81,9 per cento – rispetto al 77,5 per cento - risponde positivamente alla chiamata per lo screening della cervice utile a prevenire il tumore all’utero e il 58,9 per cento – rispetto al 46,3 della media nazionale, uomini e donne – approfitta dello screening al colon-retto, di recente migliorato nella modalità di riconsegna dei campioni biologici. Anche nelle vaccinazioni dell’infanzia, quelle fatte nei primi due anni di vita, la Toscana conta risultati assi superiori alle media di tutto il Paese: il 97 per cento di adesioni contro il 90 per cento italiano.

Il ruolo del sistema sanitario 
Su alcune cause di morte sono invece proprio le reti cliniche e la qualità delle cure a fare la differenza. In Toscana il rischio di morire a trenta giorni per infarto miocardico acuto è del 5,7 per cento contro il 7,1 per cento della media italiana. Per l’ictus ischemico è il 7,4 per cento a fronte del 9,4 nazionale.

Nel 2023, ultimo anno con dati di mortalità per causa consolidati a livello nazionale, il tasso di mortalità per tumore standardizzato per età è di 218,1 persone ogni centomila abitanti contro i 228,6 dell’Italia tutta (276,7 contro 292,7 per gli uomini e 176 contro 182,6 per le donne). Tra i maschi il vantaggio è particolarmente evidente per i tumori del polmone e del colon-retto e per le femmine per il tumore della mammella e per il colon-retto. Nel lungo periodo, rispetto al 2003, la mortalità per tumore si riduce in modo netto: da 426 a circa 277 decessi per gli uomini e da 215 a 176 per le donne. Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, pone nel rapporto 2023 la rete oncologica toscana al vertice della classifica italiana, di fatto facendone un modello organizzativo e clinico di riferimento.

Anche la mortalità per malattie del sistema circolatorio si è ridotta molto in venti anni: rispetto al 2003 è diminuita del 46 per cento, rispetto ad un miglioramento solo del 27 per cento della media nazionale. Pure per le malattie respiratorie e infettive la Toscana mantiene un profilo favorevole, con livelli di mortalità complessivamente più bassi e buone coperture vaccinali.

“Insomma – conclude Giani – i dati confermano che la Toscana è una regione di riferimento a livello nazionale”. La spesa sanitaria nel 2024 è stata di poco superiore ai 7,2 miliardi di euro, pari a 2180 euro a persona. Nella sanità toscana lavorano circa 57.800 persone, tra cui 7300 medici ospedalieri, mille e trecento medici di medicina generale, circa 17.100 infermieri e seimila Oss. “La Toscana – aggiunge - è una delle sole quattro regioni in ‘fascia verde’ per tutti gli indicatori di equilibrio economico-finanziario, ovvero margine operativo, gestione del debito e tempi di pagamento ai fornitori. Una situazione che ci ha consentito di destinare alla prevenzione risorse strutturali superiori alla media nazionale e di programmare investimenti pluriennali”.


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