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Attualità lunedì 22 agosto 2022 ore 16:14

Stangata per frutta e verdura in celle frigorifere

​Allarme dalle aziende agricole che per mantenere in funzione le celle frigorifere devono spendere migliaia di euro in più dell'anno precedente



AREZZO — L’ultimo allarme sul rincaro dei prodotti alimentari arriva dalle campagne aretine, dove gli imprenditori agricoli, dopo la ricerca di manodopera per la raccolta, adesso si devono svenare per conservare frutta e ortaggi.

L'aumento dell’energia elettrica rende proibitivo l’uso dei maxi frigoriferi, dove il prodotto normalmente viene stoccato per essere commercializzato nel corso dell’anno. Si profila un autunno caldo per il settore orto-frutticolo, uno dei fiori all’occhiello dell'Aretino, della Valdichiana e di tutta la Toscana.

Massimiliano Dindalini, direttore di Cia Arezzo ha spiegato "Le grandi dispense refrigerate e super tecnologiche di cui si sono dotate le aziende consentono di mantenere inalterate le qualità dei raccolti, in modo da riuscire a soddisfare le richieste del mercato per un periodo di tempo ampio, variabile dagli 8 ai 12 mesi. Il problema? E’ che sono apparecchi fortemente energivori: divorano corrente elettrica ed oggi questa ha raggiunto costi stratosferici”.

Qualche cifra degli agricoltori "Nel 2021 il costo medio dell’energia elettrica era di 50-60 euro megawatt/ora, nell’inverno il prezzo è schizzato a 150 euro megawatt/ora, per impennarsi fino a 450 euro nel mese di Luglio e raggiungere, nei primi 15 giorni Agosto, i 488 euro, con punte di 660 euro megawatt/ora".

La conferma arriva dai frutticoltori della Valdichiana. Andrea Martini, ad Alberoro, gestisce un'area coltivata a golden, stayman e gala, mele che ormai il consumatore è abituato a trovare tutto l’anno “Abbiamo fatto investimenti proprio per rispondere alle richieste del mercato. E ora siamo in grande difficoltà. Mantenere le celle frigorifere è diventato praticamente impossibile. Dodici mesi fa pagavamo circa 4.000 euro, oggi ne dobbiamo sborsare 12.000-13.000. Facendo una previsione del tutto realistica, nel 2022, per mantenere in funzione le celle frigorifere, la mia azienda spenderà complessivamente 90.000 euro, contro i 35 mila dell’anno prima. Che fare? Non possiamo certo permetterci il lusso di perdere il raccolto né potremo caricare questi costi sul consumatore. Non è possibile far pagare una mela a peso d’oro. Ma è altrettanto difficile per le aziende sopportare questo fardello e ammortizzare costi impensabili”.

“La “tempesta energetica” rischia di mettere a repentaglio la catena del valore in questa, come in tante altre filiere agroalimentari e nell’agriturismo – commenta la Presidente di Cia Arezzo Serena Stefani - Alcuni provvedimenti assunti sia a livello nazionale che regionale aiutano ma non bastano. Occorrono più risorse e misure incisive anche per contrastare i rischi speculativi".


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