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Attualità mercoledì 08 giugno 2016 ore 18:20

Etruria, Canestri e Bronchi rispondono al gup

L'udienza è stata aggiornata al 13 luglio, quando sarà sentito anche Giuseppe Fornasari. Si tratta del primo filone di indagine sul crack della banca



AREZZO — Il gup di Arezzo Annamaria Loprete ha sentito oggi due dei tre ex dirigenti di Banca Etruria imputati per ostacolo alla vigilanza nell''ambito del primo filone di indagine sul crac dell''istituto di credito. Si tratta del dirigente Davide Canestri e dell''ex dg Luca Bronchi, che non ha terminato la sua deposizione e proseguirà la prossima volta. 

Entrambi hanno respinto le accuse rispondendo a tutte le domande. L'udienza preliminare è stata aggiornata al 13 luglio, giorno in cui sarà terminato l''audizione di Luca Bronchi e verrà sentito l''ex presidente Giuseppe Fornasari. Davide Canestri, difeso dall''avvocato Luca Fanfani, è stato sentito per primo. Ha risposto prima alle domande dell''accusa rappresentata dal procuratore Roberto Rossi e poi a quelle dell''avvocato dell''unica parte civile ammessa, Raffaele D''Ambrosio per Banca d''Italia. Canestri si è difeso da tutte le accuse, come conferma il suo avvocato Luca Fanfani: "Sono certo che abbia smontato una ad una tutte le contestazioni che gli venivano mosse ispirate da Banca d''Italia, su crediti deteriorati e sull''operazione di ''spin off'' immobiliare con Palazzo della Fonte. In relazione ad entrambe le contestazioni ha risposto in maniera esauriente ed esaustiva alle domande poste". 

Su Luca Bronchi il suo difensore, avvocato Luca Bonacci, ha detto: "Ha risposto con serenità respingendo ogni accusa, continueremo il 13 luglio ma sono fiducioso". Secondo quanto appreso, il giudice ha chiesto chiarimenti sui fatti contestati dal pm: in particolare sul ritardo nella declassificazione dei crediti in sofferenza, rispetto alla richiesta di Bankitalia di fine 2012 di applicare criteri più severi, e poi anche sull'incompleta comunicazione alla stessa Bankitalia riguardo all''operazione Palazzo della Fonte. Su entrambi i versanti la linea delle difese è dimostrare che nel bilancio 2012, approvato a marzo 2013, vennero recepite le rettifiche imposte da Bankitalia coi nuovi criteri sui crediti deteriorati; e che Bankitalia era pienamente informata su Palazzo della Fonte, anche considerato che ci fu una delibera del cda a dicembre 2012, pochi giorni dopo l''inizio di una verifica degli ispettori della vigilanza nell''istituto aretino.


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