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Cronaca giovedì 20 luglio 2017 ore 16:05

Baby calciatori, chiesti documenti alla Viola

La procura di Prato ha chiesto all'Ac Fiorentina, all'Inter e alla Cittadella di accedere ai documenti sul trasferimento di due giovani africani



PRATO — Sono undici le persone indagate nell'inchiesta della procura di Prato sull'ingresso illegale in Italia di giovani calciatori africani grazie alla falsificazione dei loro documenti, ovvero attestando parentele inesistenti con altri immigrati già residenti in Italia. Obettivo finale per le due società coinvolte, l'Ac Prato e la Sestese, trarre profitto dalla vendita dei cartellini dei giovani atleti.

Un secondo filone d'indagine ruota intorno ai risultati ritenuti truccati di alcune partite della Sestese e di  una fra Prato e Tuttocuoio costata la retrocessione alla squadra di Santa Croce sull'Arno. Gli indagati sono in tutto 23, fra cui un arbitro e un designatore arbitrale. Per quanto riguarda l'incontro fra il Prato e il Tuttocuoio, gli indagati sono tre dirigenti del Prato mentre non sarebbero emerse responsabilità a carico di dirigenti o di calciatori della seconda società.

L'indagine sui baby calciatori è iniziata dopo la denuncia presentata alle forze dell'ordine di un allenatore della squadra giovanile della Sestese. Quattro le misure cautelari eseguite. In carcere è finita una donna ivoriana accusata di aver dichiarato di essere la madre di un bambino di tredici anni arrivato a Prato per fare uno stage. In realtà si trattò di un vero e proprio provino che consentì al ragazzo di rimanere in Italia e poi di essere trasferito ad una società di serie A, ignara della falsa documentazione prodotta dai dirigenti del Prato per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno del ragazzino (vedi qui sotto gli articoli collegati). Le società di serie A e B a cui la procura pratese ha richiesto la documentazione relativa ai trasferimenti del babycalciatore sono tre: Fiorentina, Cittadella e Inter. Il ragazzo è stato di recente al centro di una trattativa fra il Prato e la Fiorentina.

Per quanto riguarda le altre misure cautelari, il presidente della Sestese Filippo Giusti e il procuratore sportivo Filippo Pacini sono finiti agli arresti domiciliari mentre l'amministratore delegato del Prato Paolo Toccafondi è stato interdetto per quattro mesi dalla gestione della società (vedi qui sotto gli articoli collegati).


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