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Attualità Giovedì 22 Ottobre 2026 ore 10:50
20 ore di intervento e le donazioni salvano 3 vite

Un'intera nottata in sala operatoria all'ospedale del Mugello per gestire due complessi percorsi che hanno consentito tre trapianti di organo
BORGO SAN LORENZO — Quattro organi espiantati, 20 ore di sala continuative, tre trapianti effettuati su altrettanti pazienti a Firenze e a Pisa che hanno così ritrovato una nuova vita: è successo fra il 5 e il 6 Ottobre scorsi all'ospedale del Mugello di Borgo San Lorenzo, che ha gestito pressoché in contemporanea due complessi percorsi di donazione di organi.
I due percorsi di donazione, avviati nel pomeriggio del 5 Ottobre, hanno richiesto un impegno assistenziale e organizzativo continuativo per circa 20 ore, concludendosi nella mattinata del 6 Ottobre.
Gli organi prelevati sono stati successivamente trapiantati nei Centri di Pisa e Firenze a tre persone.
"La contemporaneità dei due percorsi - spiega la Asl Centro - ha rappresentato, oltre a un impegno molto prolungato delle sale operatorie, una sfida organizzativa particolarmente complessa per un ospedale delle dimensioni di quello del Mugello, richiedendo un coordinamento straordinario tra la Terapia Intensiva, diretta da Vieri Parrini, il personale infermieristico del blocco operatorio, coordinato da Claudia Polidori, la direzione sanitaria di presidio, nella persona del direttore Claudia Capanni, coadiuvata da Saverio Cecchi, gli anestesisti che si sono succeduti nel corso delle lunghe ore (Francesca Striccoli, Rachele Gaddi e Melis Acar Gimez), e il Coordinamento Ospedaliero Procurement (COP), con Maria Chiara Perruccio e le infermiere Selenia Ceccotti, Jacopo Frangini e Valeria Caprilli. L’intero processo è stato gestito in stretta collaborazione con il Centro Regionale Trapianti di Regione Toscana".
“Un risultato – ha dichiarato Daniele Cultrera, Coordinatore Area Vasta Centro per il Procurement di Organi e Tessuti - che testimonia non soltanto l'elevata professionalità e la capacità di collaborazione degli operatori sanitari, ma anche l'efficacia della rete di donazione e trapianto, capace di affrontare situazioni di particolare complessità organizzativa anche negli ospedali di dimensioni più contenute in percorsi complessi tempo dipendenti”.
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