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Cronaca sabato 21 febbraio 2015 ore 17:00

Cnr nella bufera per lo scandalo dell'Ifc

Sconcerto per il 'buco' milionario provocato da un funzionario che svolgeva il suo incarico senza neppure averne i titoli e licenziato il 10 gennaio



PISA — Sconcerto e dolore. Sono questi i serntimenti espressi dal presidente dell'area ricerca del Cnr Domenico Laforenza di fronte alla "presunta truiffa" da 3,4 milioni di euro consumata fra il 2013 e il 2014 nell'Istituto di fisiologia clinica di Pisa, uno dei 13 che fanno capo al Cnr. La vicenda e' venuta a galla dopo un esposto presentato in Procura dal nuovo direttore dell'istituto Giorgio Iervasi che l'anno scorso, dopo essersi insediato, non ci ha messo molto a capire che qualcosa non andava.

La brutta storia ruota intorno a Marco Borbotti, ex responsabile dell'ufficio entrate e contratti dell'istituto, licenziato nel gennaio scorso e indagato per aver falsificato una serie di convenzioni per ottenere finanziamenti dalla sede centrale del Cnr, a Roma.

Ma lo stesso Borbotti, in una intervista rilasciata al quotidiano La Nazione, ha raccontato di essere stato assunto dall'Ifc come custode e poi di essere diventato responsabile dell'ufficio progetti partecipando a un concorso interno con una laurea falsa. Raggiunto il suo obiettivo, il funzionario si sarebbe reso conto velocemente della mancanza di controlli in tutte le fasi della procedura per il finanziamento dei progetti, compresi quelli sugli sponsor. Quindi avrebbe cominciato a proporre lui stesso sponsor inesistenti e a istruire le richieste di finanziamento, spesso con la dicitura 'urgente'. 

I soldi così ottenuti, sempre stando alle dichiarazioni di Borbotti a La Nazione, sarebbero poi stati spesi per ricercatori, collaborazioni, acquisto di macchinari e altre attività altrimenti insostenibili per le casse dell'istituto. 

Sempre a La Nazione l'avvocato di Borbotti, Giulio Venturi, avrebbe spiegato che il suo assistito è affetto da sindrome maniacale, deve sottoporsi a cure farmacologiche e sarebbe stato dichiarato incapace di intendere e di volere.

"Sul caso giudiziario non intendo entrare perchè c'è un'inchiesta in corso - ha commentato Laforenza - Rilevo solo che il Cnr e l'Ifc sono i primi danneggiati e che hanno compiuto tutti i passi interni ed esterni dovuti, con trasparenza, tempestività e correttezza". "Come presidente dell'area ricerca del Cnr . ha concluso Laterza - sono anche fortemente convinto che un singolo episodio non possa e non debba adomnbrare la percezione degli sforzi e dei risultati quotidiani che i nostri 1.300 ricercatori e addetti amministrativi fanno per far conoscere a tutti la qualità e l'utilità del nostro operato".

Sullo scandalo è intervenuto anche il deputato pisano del Pd Federico Gelli.

"Come può un uomo solo, peraltro con problemi psichici, agire indisturbato per anni rubando dalle casse del Cnr senza che nessuno se ne accorgesse? - chiede Gelli - Presenterò subito un'interrogazione al ministro dell'istruzione, Stefania Giannini. Mi auguro che emergano dall'inchiesta le responsabilità di chi ha permesso che si potesse compiere tale danno  e che si proceda a mettere in atto un sistema di controllo all'altezza dell'istituto pisano".

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