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Cronaca sabato 17 settembre 2016 ore 10:12

Con una mitragliatrice da guerra in casa

Blitz delle Fiamme Gialle ai danni di un pregiudicato 22enne foggiano residente all'Elba: in casa aveva una mitragliatrice da guerra e dosi di droga



PORTOFERRAIO — Una mitragliatrice da guerra spacciata come arma per la difesa personale. E' questa la giustificazione che un 22enne foggiano ma residente all'Elba ha fornito agli agenti della guardia di finanza quando, durante una perquisizione, hanno rinvenuto l'arma e diverse dosi di droga.

Il blitz è scattato in seguito a un controllo di routine nei confronti di tre cittadini, tutti italiani, residenti sul comprensorio elbano. I militari della Compagnia di Portoferrario, messi in allarme dall'interesse che l'unità cinofila mostrava verso i giovani, due ragazzi ed una ragazza a bordo di una Peugeot, hanno voluto vederci chiaro.

Nel portafoglio di uno dei tre ragazzi sono stati rinvenuti 1.950 euro in contanti, verosimile provento dell’attività di vendita al minuto di droga e, dalla successiva ispezione operata all’interno dell’abitazione di quest’ultimo, i finanzieri hanno trovato all’interno dell’immobile quantitativi, seppur modici, di sostanze stupefacenti varie, già confezionati in dosi per il successivo spaccio, per un totale di 15 grammi circa di hashish, marijuana e cocaina.

Ma quello che ha suscitato maggior stupore nei militari è stato il ritrovamento di una pistola/mitragliatrice, marca Skorpion, abilmente occultata in un armadio, all’apparenza perfettamente funzionante e carica, munita di tre caricatori riforniti, due da 20 cartucce ed uno da 10, ed ulteriori 55 proiettili calibro 7,65.

La detenzione illegittima dell’arma, classificata tra le armi da guerra, ha fatto, quindi, scattare le manette ai polsi del ventiduenne di origini foggiane che ha provato a giustificare il possesso dell’arma per la sola difesa personale. Il soggetto, su disposizione del Sostituto Procuratore di Livorno, dott. Daniele Rosa, è stato immediatamente tratto in arresto e condotto presso la casa circondariale Le Sughere di Livorno, mentre il G.I.P. del Tribunale di Livorno ha provveduto alla convalida dell’arresto.

Attualmente il ragazzo si trova agli arresti domiciliari mentre un'accurata verifica viene condotta sull'arma per controllare se possa essere collegata ad altri reati commessi in passato.

Il soggetto arrestato infatti era già conosciuto alle forze dell’ordine. Era ancora minorenne quando, nel settembre del 2012, insieme ad altri due complici, rapinò, con tanto di lesioni personali, una dipendente della compagnia di navigazione Moby, al fine di portare via l’incasso della giornata di un traghetto.

Per quell’azione venne arrestato dai carabinieri elbani, condotto nel carcere minorile e successivamente trasferito in una comunità di recupero.


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