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Attualità sabato 09 giugno 2018 ore 14:58

Consiglio di Stato respinge il ricorso di Airbnb

I giudici amministrativi hanno dichiarato inammissibile la richiesta. Federalberghi: "I Comuni smettano di fare accordi con chi evade le tasse"



ROMA — Il Consiglio di Stato ha respinto, dichiarandolo inammissibile, il ricorso presentato dalla piattaforma Airbnb che aveva chiesto lo stop ai provvedimenti in materia di tassazione per le locazioni brevi. Federalberghi Toscana ha accolto positivamente la decisione, avendo sempre chiesto alle istituzioni di far rispettare anche alle multinazionali che operano online le normative vigenti.

“Abbiamo da sempre richiesto la massima trasparenza del mercato, chiedendo regole uguali e la correttezza nei confronti di tutti coloro che operano in questo settore - ha commentato il presidente Daniele Barbetti - La tecnologia non deve essere strumento per evadere le imposte, ma piuttosto veicolo per migliorare la marginalità delle imprese. Le istituzioni devono impedire l’espandersi del sommerso e dell’abusivismo di massa nel settore ricettivo, tutelando chi rispetta le regole e compete lealmente sul mercato.”

Secondo quanto affermato dallo stesso ricorso di Airbnb, nel corso dell’anno 2017 gli host (i proprietari delle case messe in affitto sul portale online) avrebbero ricavato circa 621 milioni di euro, sui quali il portale avrebbe dovuto effettuare e versare ritenute per circa 130 milioni e 400mila di euro. Adesso che il ricorso è stato dichiarato inammissibile, l’Agenzia delle Entrate potrebbe intervenire per chiedere il recupero di quanto dovuto.

“Auspichiamo che le istituzioni preposte provvedano al più presto al recupero della tassazione dovuta, in accordo con la normativa vigente e valida per tutte le imprese turistiche - conclude Barbetti – Auspichiamo inoltre che i Comuni italiani smettano di sottoscrivere accordi e protocolli di intesa per la riscossione e il riversamento dell’imposta di soggiorno con quegli stessi soggetti che evadono le tasse e si prendono gioco delle leggi dello Stato italiano.”


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