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Attualità venerdì 04 novembre 2016 ore 18:10

Corteo del No vietato, la sinistra non ci sta

Dura condanna delle parlamentari di Sinistra italiana Petraglia e Nicchi e del consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra Fattori



FIRENZE — La decisione della questura di non autorizzazione la manifestazione Firenze dice no in programma per domani pomeriggio a Firenze in concomitanza con la seconda giornata della Leopolda renziana ha innescato dure reazioni da parte di alcuni rappresentanti della sinistra.

"Se il Presidente del Consiglio fa anche il segretario di partito non si può permettere di inibire le manifestazioni politiche - hanno scritto in una nota la senatrice Alessia Petraglia e la deputata Marisa Nicchi di Sinistra Italiana - Non siamo tra i promotori della manifestazione di domani ma troviamo scandaloso che sia vietato, di fatto, svolgere un corteo in città perché alla Leopolda ci sono esponenti del governo. La Questura di Firenze non ha proposto agli organizzatori alcun percorso alternativo. Questo è gravissimo. Vorremmo ricordare a tutti che poter manifestare liberamente è ancora un diritto sancito dalla Costituzione. La città non è di proprietà del premier".

Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo di Sì Toscana a sinistra in Consiglio regionale Tommaso Fattori.

"La scelta della questura di Firenze di vietare lo svolgimento del corteo di critica al governo previsto per domani è gravissima e senza precedenti: questa non è una scelta tecnica, è una scelta politica -  si legge in una nota di Fattori - Il fatto che alla Leopolda siano presenti membri del governo non può essere una scusa per limitare il diritto di manifestazione sancito dalla Costituzione. Evidentemente la seconda parte della Costituzione non è l'unica che non piace al Partito Democratico".

“Siamo in piena campagna referendaria e non esistono motivi di sicurezza che possano impedire ai cittadini di esprimere la loro opinione - conclude Fattori - Questa scelta è un'offesa alla Costituzione, alla libertà dei cittadini e alle tradizioni democratiche della nostra città. Firenze non è il cortile di casa Renzi, e nessuno può essere zittito solo perché dà fastidio al presidente del consiglio”.


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