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Attualità martedì 18 maggio 2021 ore 16:00

Cosa vuol dire RAEE? Metà dei toscani lo sa

rifiuti RAEE
rifiuti RAEE

Il dato emerge da un'indagine di Demopolis per Anci Toscana per misurare i progressi maturati nella gestione dei rifiuti elettrici e elettromici



FIRENZE — Tre anni fa meno di un quinto dei toscani (18%) sapeva che cosa si intenda per RAEE: oggi, con un progresso di 30 punti rispetto al 2018, il dato sfiora la metà dei cittadini (48%).

È uno dei dati che emerge da un'indagine, condotta dal 2 all'8 Maggio per Anci Toscana dall’Istituto Demopolis nell’ambito del Progetto Life WEEE che ha permesso di misurare l’impatto degli interventi di sensibilizzazione promossi per migliorare conoscenze e comportamenti dell'opinione pubblica, in una regione come la Toscana che - secondo il Barometro Politico Demopolis - si distingue nel contesto nazionale per l’attenzione e la sensibilità collettiva verso l’ambiente.

Il livello medio di pericolosità percepita degli specifici rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche si rileva significativo in Toscana, anche fra i cittadini meno informati: in una scala da 1 a 10, si assesta su di un considerevole 8,6.

Demopolis ha verificato anche le effettive modalità di dismissione applicate dalle famiglie toscane negli ultimi 3 anni per differenti tipologie di apparecchiature. A conferma di una buona organizzazione nella gestione dei RAEE sul territorio regionale, le modalità di smaltimento più applicate dalla popolazione toscana sono quelle “istituzionali”, con le isole ecologiche, i centri di raccolta ed i servizi comunali che si qualificano come il primo veicolo di conferimento. In particolare, per l’eliminazione dei grandi elettrodomestici, la dismissione “istituzionale” è il comportamento maggiormente registrato (79%). 

Per le apparecchiature di minori dimensioni, l’indagine Demopolis rileva oggi un marcato incremento nella quota di cittadini capaci di operare secondo idonee modalità di dismissione. Oggi più di 8 toscani su 10 portano nei centri di raccolta e nelle isole ecologiche tv, pc, attrezzature informatiche e piccoli elettrodomestici.

“Cresce di 20 punti, dal 41 al 61% - spiega il direttore di Demopolis, Pietro Vento - anche la percentuale di cittadini toscani che dichiara di aver utilizzato modalità di smaltimento “istituzionali” anche per l’eliminazione di telefoni, smartphone e relativi accessori in disuso”.Inoltre, il 52% ricorre in genere all’affidamento dei vecchi elettrodomestici ai negozi, effettuando un nuovo acquisto.

In Toscana migliora anche la conoscenza degli strumenti normativi pensati per favorire una corretta gestione dei RAEE. Raggiunge il 68% (+12 punti nel triennio) il livello di conoscenza dei toscani sulla normativa Uno contro uno: l’obbligo dei venditori di prodotti elettrici ed elettronici al ritiro gratuito delle apparecchiature non più usate, a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente. Resta più limitata (al 20%) la conoscenza del Decreto legislativo Uno contro Zero: la possibilità di smaltire piccoli apparecchi (di dimensioni inferiori ai 25 cm), senza costi senza alcun obbligo di acquisto, presso i venditori con superficie superiore ai 400 mq.

Se migliorano le conoscenze e le buone abitudini dei toscani – spiegano i ricercatori dell’Istituto Demopolis – l’opinione pubblica sollecita alle istituzioni una “promozione attiva” dei comportamenti virtuosi. Ad esempio, un sistema di riduzione delle tasse per i cittadini che smaltiscano le vecchie apparecchiature elettriche ed elettroniche direttamente nei Centri di raccolta comunali o in altri punti autorizzati: l’ipotesi è oggi apprezzata da oltre 9 intervistati su 10.

Nota informativa

L’indagine è stata condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per ANCI Toscana nell’ambito del Progetto Life WEEE. La rilevazione demoscopica è stata effettuata su un campione di 2.008 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione toscana maggiorenne, stratificato per genere, fascia di età ed area di residenza. Supervisione della rilevazione demoscopica del maggio 2021 di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

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