Attualità Martedì 29 Settembre 2026 ore 15:00
Da Gaza a Pisa per gli studi sulla pace

Engy Abdelal frequenterà il corso di studio magistrale in Scienze per la Pace. Per oltre un anno ha raccontato la guerra nelle pagine de L’Espresso
PISA — Per oltre un anno, da Gaza, ha raccontato la guerra e la vita quotidiana nella Striscia con una serie di articoli pubblicati da L’Espresso. Adesso Engy Abdelal è stata accolta dall'università di Pisa, dove frequenterà il corso di studio magistrale in Scienze per la Pace.
Dopo un percorso durate ben undici mesi, la 28enne palestinese è riuscita a lasciare la Striscia e ad arrivare in Italia grazie a una mobilitazione che ha coinvolto la redazione del settimanale e diverse persone che si sono impegnate per rendere possibile la sua partenza, trovando infine nell’ateneo pisano la possibilità di proseguire il proprio percorso di formazione.
La storia che ha portato Engy fino a Pisa è legata in modo particolare alla giornalista della redazione de L’Espresso Federica Bianchi, con la quale la giovane palestinese era entrata in contatto mentre si trovava ancora a Gaza. Ma il suo impegno è andato oltre il lavoro giornalistico: è stata infatti Federica Bianchi ad attivarsi per cercare una possibilità concreta che consentisse a Engy di lasciare Gaza e proseguire il proprio percorso in Italia.
"Un grazie enorme va al prorettore per la Cooperazione internazionale dell'Università , Giovanni Federico Gronchi - ha scritto Bianchi sulle pagine del settimanale lo scorso 18 Settembre - che ha raccolto l'appello e ha dato a una ragazza la possibilità di progettare il futuro".
L’accoglienza di Engy si inserisce nell’impegno che l’Università porta avanti dal 2024 per sostenere il diritto allo studio di studentesse e studenti palestinesi e, più in generale, di giovani provenienti da aree interessate da conflitti. Con il suo arrivo diventano sei gli studenti palestinesi accolti dall’Ateneo nell’ultimo anno.
"L’arrivo di Engy è un altro risultato concreto dell’impegno dell’Università di Pisa per trasformare la solidarietà verso gli studenti e le studentesse palestinesi in opportunità concrete di studio e di futuro - ha detto Giovanni Federico Gronchi, prorettore per la Cooperazione e le Relazioni internazionali - il nostro compito ora è accompagnare Engy nel suo inserimento nella comunità universitaria e metterla nelle condizioni di proseguire i suoi studi e sviluppare liberamente il proprio progetto personale e professionale. Ringrazio tutto lo staff dell’Ufficio Relazioni internazionali che in questi mesi ha lavorato con grande impegno per rendere possibile l’arrivo di Engy e degli altri studenti palestinesi, seguendo con attenzione e determinazione ogni fase di percorsi spesso lunghi e complessi".
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