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martedì 10 dicembre 2019

Attualità venerdì 21 giugno 2019 ore 16:58

Decreto sicurezza, la Toscana non si arrende

Dopo lo stop della Consulta, la Regione si è detta pronta a affiancare con il proprio ricorso chi si opporrà in tribunale al provvedimento del governo



FIRENZE — La Toscana porterà avanti la legge, già in discussione in Consiglio regionale, sui diritti essenziali all'assistenza sanitaria e sociale e all'istruzione anche per gli stranieri richiedenti asilo. Lo ha detto il presidente Enrico Rossi spiegando anche che la Regione ha preso atto del pronunciamento della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibili per ragioni formali di competenza ma non nel merito, i ricorsi presentati dalla Toscana e da altre Regioni sulla costituzionalità delle parti del decreto sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini sul permesso umanitario e sull'iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo (vedi articolo correlato). La Toscana, ha detto Rossi, lo presenterà di nuovo. 

"La battaglia sui diritti rimane aperta e la possibilità di accedere ai giudici costituzionali c'è ancora. Noi intendiamo esercitarlo e lo faremo al primo tentativo che sarà fatto da un richiedente asilo che si rivolga al tribunale per chiedere il riconoscimento di diritti che sono universali", ha detto Rossi.

Rossi ha ricordato che la Corte Costituzionale, sempre tramite i ricorsi delle regioni, ha bocciato i poteri sostitutivi di quelli dei sindaci attribuiti ai prefetti dal decreto sicurezza e, insieme al capogruppo Pd Leonardo Marras, ha ricordato i cardini della proposta di legge toscana in via di approvazione. "Mentre il decreto sicurezza è una fabbrica di insicurezza, noi approveremo una legge molto concreta e poco ideologica, per affrontare la questione dei circa 5 mila invisibili che il decreto sicurezza sta producendo in Toscana. Di fronte a questa situazione siamo convinti che per tutti, se c'è freddo, ci sarà una coperta e un piatto di minestra", ha detto Marras.

Parallelamente alla legge, l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli ha spiegato che a breve sarà pubblicato un bando da 4 milioni ricolto ai soggetti del volontariato e della cooperazione sociale. "Già lunedì porteremo in giunta gli indirizzi del bando a cui potranno partecipare enti, istituzioni, soggetti privati, in una logica di risposta di sistema", ha concluso Bugli.



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