Economia Martedì 06 Ottobre 2026 ore 10:25
Economia toscana in altalena nella crisi globale

Irpet registra una fase di debolezza con andamento bifronte: frena il manifatturiero, bene il turismo, mentre il mercato del lavoro tiene con riserva
TOSCANA — Un andamento bifronte, con manifatturiero in difficoltà ma turismo in crescita, mercato del lavoro in tenuta pur con progressivo rallentamento dell'occupazione: così marcia l'economia toscana, che nel ritratto definito dall'Istituto regionale di programmazione economica (Irpet) continua ad attraversare una fase di debolezza, in un contesto internazionale reso ancora più incerto dal conflitto in Iran che da fine Febbraio ha riportato il prezzo del petrolio sopra i cento dollari al barile, e dalle politiche commerciali statunitensi.
Il quadro messo a fuoco nell'ultima nota congiunturale rilasciata dall'Istituto resta caratterizzato da segnali contrastanti. "Sul fronte produttivo, nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale toscana ha confermato un profilo negativo, peggiorando rispetto ai primi tre mesi dell’anno e facendo peggio sia della media nazionale sia delle principali regioni industriali", si legge nel documento.
Solo in apparenza l’export ha avuto un andamento migliore: "Le vendite estere sono cresciute del 17,6% nel trimestre, ma al netto dei metalli preziosi la crescita si azzera, allineandosi alla dinamica della produzione. Pesano il raffreddamento della farmaceutica e il ritorno in negativo della moda, soprattutto nella provincia di Firenze, mentre continuano a crescere macchinari e mezzi di trasporto. In ripresa il comparto chimico".
Meglio il segmento legato all'economia turistica: "Nei primi sette mesi dell’anno le presenze turistiche aumentano del 2,9%, circa la metà rispetto a un anno fa, in una fase di normalizzazione dei flussi".
La crescita è sostenuta dalla domanda estera, in particolare europea, e dalle locazioni turistiche brevi, mentre calano gli italiani delle altre regioni e si interrompe l’espansione dei mercati asiatici. Il dato di Luglio (+3,3%) ridimensiona il calo di Giugno, dovuto in larga parte a effetti di calendario.
Nel mercato del lavoro la domanda sostanzialmente tiene: "Nel primo semestre gli avviamenti sono di poco inferiori al 2025 (-0,5%) e le nuove posizioni dipendenti create, circa 84mila, sono pari a quelle dell’anno precedente. Prosegue però il rallentamento della crescita dei dipendenti (+1,1% a giugno, contro +1,8% un anno prima)".
Certo dipende dai settori, con divari che vedono stabile l'occupazione nell’industria ma con marcate differenze e cali diffusi a quasi tutte le lavorazioni della moda, e invece crescita negli ambiti farmaceutico e nautico.
Il ricorso agli ammortizzatori sociali si riduce (6,3% dei dipendenti industriali, contro il 7,1% del primo semestre 2025), ma resta sopra i livelli del 2024, e tornano a crescere gli interventi per crisi e ristrutturazione.
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