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Attualità venerdì 10 giugno 2022 ore 19:10

Farina e pane, prezzi alle stelle e le pentole restano vuote

Filoni di pane

Cna: in un anno il costo della farina è aumentato dell'87%, quello di un filone di pane del 27%. Protesta nazionale delle associazioni dei consumatori



TOSCANA — Da 37 auro al quintale di poco meno un anno fa agli attuali 69 euro con un aumento percentuale globale dell’86%. Stiamo parlando dei prezzi della farina di grano tenero che stanno mettendo in ginocchio il comparto dei panificatori e dolciari. Solo nella Città metropolitana di Firenze le aziende sono 432 e il 72% è di tipo artigianale. I dati sono stati diffusi dalla Cna Firenze, sottolineando le conseguenze dei rincari: il prezzo di un filone di pane da mezzo chilo è passato da 1,50 euro del Luglio 2021 a 1,90 euro nell'aprile di quest'anno, con un incremento del 27%.

“Tutti gli operatori del settore stanno registrando un calo delle vendite di circa il 20%, soprattutto per quanto riguarda i prodotti correlati al pane, dalle pizze alle schiacciate - spiega Andrea Panchetti, presidente dei dolciari e panificatori di Cna Firenze Metropolitana - Tanti colleghi rinegoziano periodicamente, circa una volta al mese, i fidi concessi dalle banche, ma la situazione è ormai insostenibile perché la produzione è diventata antieconomica”.

La motivazione dei rincari? Secondola Cna è fortissima la componente speculativa visto che i grossisti stranieri e italiani che controllano il settore del grano lo immettono sul mercato con parsimonia, non soddisfacendo la forte domanda per farne lievitare i prezzi.

“È necessario che il Governo intensifichi gli sforzi a sostegno delle imprese, a partire dalle misure per contenere la bolletta energetica, alleggerire le accise sul carburante fino a definire interventi ad hoc per i settori più colpiti e proceda con modifiche strutturali all’eccessivo costo del lavoro che sta alla base del cuneo fiscale” conclude Panchetti.

Contro il caro-vita oggi hanno manifestato a livello nazionale le associazioni dei consumatori. Un presidio si è tenuto anche davanti alla sede della Prefettura fiorentina, con i manifestanti che sollevavano con le mani pentole vuote.

"Non si tratta di un generico né temporaneo aumento dei prezzi - spiegano le associazioni - ma di una vera e propria corsa al rialzo, alimentata da ingiustificabili fenomeni speculativi, che sta costringendo le famiglie a rinunce e privazioni che avranno importanti conseguenze sull’intero sistema economico. Più di un quarto delle famiglie si trova già in grave difficoltà e sta riducendo, fino anche a privarsene, consumi essenziali come quelli alimentari, sanitari e di cura della persona. L’inflazione nel 2022 ha già raggiunto il 6,5% come non accadeva dai primi anni ’90 e il previsto rialzo dei tassi d’interesse porterà all’aumento anche delle rate di mutui e prestiti".

Le associazioni dei consumatori chiedono quindi al governo l'istituzione di comitati territoriali di controllo dei prezzi presso le prefetture, la riforma degli oneri di sistema per le forniture di luce e gas, la consultazione delle associazioni di consumatori e abolizione dell'Iva sulle accise sui carburanti.


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