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Attualità mercoledì 21 giugno 2017 ore 16:34

A Giovanni Spadolini l'auditorium del Consiglio

Servizio di Dario Pagli

Cerimonia di intitolazione in Palazzo del Pegaso nel giorno in cui il giornalista e uomo politico toscano avrebbe compiuto 92 anni



FIRENZE — Uomo politico, giornalista, docente storico della facoltà di Scienze Politiche 'Cesare Alfieri' di Firenze, ma soprattutto toscano. E' Giovanni Spadolini a cui, nel giorno che sarebbe stato del suo 92mo compleanno, è stato intitolato l'auditorium del Consiglio regionale in Palazzo del Pegaso a Firenze. Cerimonia di scopertura della targa alla presenza di autorità, amici e ex colleghi accademici di Spadolini che entra così tra i toscani del dopoguerra a cui il Consiglio, dopo Calamandrei, ha deciso di rendere omaggio. 

Tra i presenti all'intitolazione, Fabrizio Ricci per il Consiglio comunale di Firenze, il presidente della provincia di Livorno e sindaco di Rosignano, Alessandro Franchi; alcuni familiari di Giovanni Spadolini, il viceministro Riccardo Nencini.

“Spadolini fu presidente del Consiglio in un momento molto delicato, erano i tempi della P2, i rapporti tra cittadini e istituzioni erano nella fase di maggiore crisi - ha detto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani - Garantì un rapporto tra istituzioni e cittadini di assoluta autorevolezza e rispetto".

L'intitolazione dell'auditorium a Spadolini è stata anche l'occasione per ricordare il profondo legame che il primo ministro dei Beni Culturali d'Italia ha sempre mantenuto con le sue radici a Firenze e più in generale in Toscana. A partire da quella biblioteca di Pian dei Giullari che per tanti giovani studenti è ancora oggi un punto di riferimento. “Non voglio un mausoleo ammuffito, ma dei giovani che vengano a studiare, che vengano a farsi una formazione”, diceva Spadolini. Una formazione che, ha ricordato il presidente della Fondazione Nuova Antologia Cosimo Ceccuti, doveva muoversi “secondo i principi etici del senso dello Stato, del rispetto delle istituzioni che Spadolini aveva, e anche secondo il suo senso di onestà intellettuale e materiale”.

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