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Cronaca lunedì 26 agosto 2019 ore 17:30

Disabilità, arrivano altri 12 milioni e mezzo

In quattro anni la Regione ha stanziato quasi 50 milioni di euro per le disabilità gravissime. Le nuove risorse disponibili dall'autunno



FIRENZE — Sono 1.800, nel primo semestre del 2019, i beneficiari del contributo per le disabilità gravissime messo a disposizione dalla Regione Toscana che in quattro anni ha stanziato quasi 50 milioni di euro: 36 milioni messi a disposizione dal 2016 fino a oggi e altri 12,5 milioni per l'autunno.

Il compito di valutare le condizioni di disabilità gravissima spetta alle Asl e alle Società della Salute attraverso le proprie Unità di Valutazione Multidisciplinari per la Disabilità secondo i parametri stabiliti dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

Nello specifico, le persone con disabilità gravissima le persone in condizione di coma o stato vegetativo, oppure dipendenti da ventilazione meccanica assistita o non invasiva continuativa nelle 24 ore, persone con grave o gravissimo stato di demenza, persone con lesioni spinali gravi o con gravissima compromissione motoria da patologia neurologica o muscolare, persone sorde e cieche, persone con autismo grave, con ritardo mentale grave o comunque in condizione di dipendenza vitale che necessitano di assistenza continuativa e monitoraggio nelle 24 ore, sette giorni su sette, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psicofisiche. La giunta regionale ha ampliato la possibile platea dei beneficiari anche ai minori per i quali uno dei genitori si assume l'onere della cura.

"L'obiettivo - ha detto l'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi - è quello di evitare, o in qualche caso differire, l'istituzionalizzazione, e rafforzare l'assistenza di queste persone presso il proprio domicilio, nell'ottica di un miglioramento della qualità della vita. Le persone con disabilità, anche gravissima, se supportate adeguatamente, stanno sicuramente meglio a casa propria che in istituto. Il contributo non è sostitutivo, ma aggiuntivo e complementare alle prestazioni domiciliari svolte da personale sanitario".


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