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Attualità mercoledì 11 novembre 2020 ore 08:00

"Bar e ristoranti non sono la causa dei contagi"

Le associazioni di categoria chiedono più aiuti dopo il passaggio in zona arancione. Sono oltre 30mila, solo nel fiorentino, i dipendenti del settore



FIRENZE — La Toscana piomba in zona arancione e da oggi bar e ristoranti potranno restare aperti solo per l'asporto, niente aperitivi, niente pizze al tavolo.Categorie già duramente colpite nel primo lockdown e anche successivamente con le varie restrizioni del governo. In Toscana il settore ha già perso 500milioni di ricavi durante la prima fase.

C'è preoccupazione per Confesercenti a seguito del nuovo scenario che si preannuncia con l’entrata in vigore delle ulteriori ristrettezze. Il presidente Mario Landini e il direttore Mario Checcaglini intervengono per ribadire che non è giusto imputare “a bar, ristoranti e attività del food la causa della diffusione dei contagi”

“Ribadiamo - spiega Mario Landini presidente di Confesercenti  - che siamo preoccupati della diffusione del Covid e della crisi del sistema ospedaliero che sta affrontando l’emergenza. Al tempo stesso sappiamo quali difficoltà stanno affrontando le attività e senza sottovalutare minimamente il problema sanitario, ci sentiamo al tempo steso in dovere di ribattere che la chiusura di bar, ristoranti, e attività del food in genere come per esempio gelaterie pizzerie, rosticcerie, pub, pizze a taglio, non rappresenta la soluzione per frenare i contagi”.

la Camera di Commercio di Firenze parla di 7mila, con 30.650 dipendenti, le imprese del settore della ristorazione e somministrazione della Città Metropolitana di Firenze sospese da questa mattina, salvo la possibilità di esercitare l’asporto.

Questi i numeri resi noti dalla Camera di Commercio di Firenze che ha aggiunto a bar e ristoranti altre 500 imprese, dai cinema ai teatri, alle palestre, con 3.396 addetti, già chiuse dalle precedenti disposizioni.

Lo scenario più ottimistico, stimato dall’Ufficio studi della Camera su dati Prometeia, indica "Una flessione del Pil a fine anno del 10,5 per cento, un calo dei consumi del 12,3 per cento e del 20 per cento per quanto riguarda l’export. Il rimbalzo del Pil, nel 2021 dovrebbe attestarsi al 6,4 con una sensibile ripresa di consumi dell'8 per cento e delle esportazioni dell'11,5 per cento".

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