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Attualità mercoledì 04 ottobre 2017 ore 15:09

Castagne, poche ma buonissime

Secondo Coldiretti quest'anno la produzione in Toscana è in calo del 40 per cento ma la qualità dei frutti è ottima



FIRENZE — Sui banchi di negozi e mercati sono arrivate le prime castagne e in tutta la Toscana stanno per prendere il via eventi e sagre per festeggiare quello che un tempo veniva definito “pane dei poveri” ed oggi è un frutto pregiato. 

La Toscana è al quarto posto nella produzione nazionale di castagne dopo Campania, Calabria e Lazio e, dopo cinque anni di guerra, il “cattivo” cinipide galligeno, killer che ha fatto strage di castagne negli anni scorsi, è stato sconfitto dall’antagonista buono, ovvero il torymus sinensi. E così nei boschi del Mugello, della montagna pistoiese e di Caprese Michelangelo, della Lunigiana e della Garfagnana, sul monte Amiata le castagne sono tornate.

“Con le gelate primaverili e la siccità estiva e la presenza degli ungulati la produzione di marroni e castagne quest’anno registra un calo del 40 per cento, ma la qualità sarà ovunque di ottimo livello -h a commentato Tulio Marcelli Presidente di Coldiretti Toscana - con quotazioni in aumento: dai 4.5 ai 5.5 euro al kg all’ingrosso fino ad arrivare a 7 euro al kg al consumatore finale. E’ ormai un ricordo l’anno orribilis 2014, quando si è toccato il minimo storico dall’Unità d’Italia.”.

"La lotta al cinipide – continua Marcelli – si è dimostrata adeguata e dopo gli anni orribili con la produzione che si è progressivamente ridotta fino all’azzeramento, i primi segnali sono incoraggianti anche se sono lontani i bei tempi in cui i castagneti da frutto della Toscana regalavano fino 24 mila tonnellate fra marroni e castagne. Se il cinipide non fa più paura sono invece gli ungulati ad arrecare danno a questa produzione messa a dura prova anche dalla mancanza di acqua".

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