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L’INTERVISTA DELLA DOMENICA Domenica 19 Luglio 2026 ore 09:00

Cenni, "Fare squadra per garantire a tutti le stesse possibilità"

Susanna Cenni

La sindaca di Poggibonsi fa un bilancio dei primi due anni al vertice di Anci Toscana: dalle necessità agli strumenti e alle risorse a disposizione



FIRENZE — Ripartire dai territori, rafforzare il filo di fiducia che lega i Comuni ai cittadini e lavorare in sinergia, con impegno e determinazione, per rispondere ai bisogni di tutti, dagli anziani ai più fragili, cercando di trovare soluzioni nonostante la carenza di risorse e le difficoltà. Sono questi gli obiettivi e le strategie che Susanna Cenni, sindaca di Poggibonsi, segue da quando è stata eletta, a larga maggioranza (solo lei stessa si è astenuta), alla presenza di oltre 150 tra sindaci e amministratori, presidente di Anci Toscana

È alla guida di Anci Toscana da Settembre 2024. Può tracciare un primo bilancio della sua esperienza in questi due anni?

Sto vivendo un'esperienza intensa e molto ricca. Ho trovato amministratrici e amministratori competenti e generosi, che ogni giorno affrontano problemi complessi con risorse spesso insufficienti. Anci Toscana è una comunità che sa fare squadra, condividere buone pratiche e costruire proposte. Il bilancio è positivo, ma c'è ancora da lavorare per rafforzare il ruolo dei Comuni nelle scelte nazionali e regionali, valorizzando il contributo di tutte le amministrazioni, indipendentemente dalle loro dimensioni in un momento in cui ci sarà da fare i conti con la fine del Pnrr e con una spesa corrente rigida.

In un percorso dove piccoli, grandi e medi Comuni lavorano insieme per lo stesso obiettivo che è quello di rendere gli strumenti a disposizione, i bilanci e le norme più adeguati a rispondere pienamente alle esigenze della comunità, quali sono le maggiori criticità che ha riscontrato?

La principale è lo squilibrio tra responsabilità e strumenti. Ai Comuni sono affidate funzioni sempre più importanti, ma senza risorse economiche adeguate, né personale. I Comuni toscani hanno visto una drastica riduzione del personale dipendente e le proiezioni indicano che nei prossimi sette anni potrebbero uscire dalle dotazioni in organico oltre metà delle attuali risorse umane per pensionamento e per altre cause. Una vera e propria emorragia che rischia di mettere in pericolo i servizi ai cittadini.

"Per garantire il diritto alla salute è necessario ripartire dai territori", ha detto in un recente convegno. Che cosa intende e come si declina questa esigenza nella quotidianità?

Il sistema sociosanitario toscano sta fronteggiando due sfide: l'evoluzione dei bisogni di una popolazione sempre più anziana, bisogni più diversificati e risorse nazionali limitate. In questo quadro, gli enti locali svolgono un ruolo fondamentale nel programmare, insieme alle Asl, le risposte e su questo stiamo già lavorando per mettere a terra la programmazione integrata dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali. Le case della comunità adesso ci sono, devono partire bene, con adeguate campagne di comunicazione e personale. Solo una governance realmente condivisa può garantire servizi di prossimità efficaci e uniformi.

Oggi alla guida di tanti Comuni ci sono donne, stiamo andando finalmente verso la parità di genere?

Sono stati fatti passi avanti, ma la strada è ancora lunga. Come Anci Toscana abbiamo promosso poche settimane fa il Manifesto che ha dato vita alla Rete delle Amministratrici della Toscana, uno spazio aperto e plurale dove ogni amministratrice può portare la propria esperienza e visione politica, in un'ottica di costruzione collettiva, scambio tra pari e rafforzamento istituzionale. A ottant'anni dall'estensione del diritto di voto alle donne, abbiamo voluto costruire uno spazio permanente di ascolto, confronto e progettazione comune, perché la rappresentanza femminile è una risorsa per la qualità delle istituzioni.

È stato rinnovato il protocollo d'intesa tra Anci Toscana e Cesvot per la promozione, il sostegno e lo sviluppo del volontariato in Toscana. La sinergia tra queste due realtà può potenziare le capacità di risposta alle esigenze della cittadinanza?

Assolutamente sì. Il volontariato rappresenta una straordinaria ricchezza della Toscana e i Comuni sono i suoi interlocutori naturali. Con il protocollo rafforziamo una collaborazione che punta a valorizzare le energie delle associazioni e a sostenere le amministrazioni, anche attraverso i nuovi sportelli "Comune Amico del Volontariato". Quando istituzioni e Terzo Settore lavorano insieme, le comunità diventano più forti e capaci di rispondere ai bisogni delle persone, soprattutto nelle realtà più piccole e nei territori più fragili.

La Toscana sembra procedere a volte a diverse velocità. La pubblicazione del regolamento sui Comuni montani potrebbe esserne un esempio? Che ne pensa?

La nuova classificazione suscita forti preoccupazioni che ho espresso in più sedi, perché esclude molti Comuni da strumenti e risorse fondamentali. Ci stiamo mobilitando per chiedere correttivi, risorse certe e tutele per le amministrazioni escluse. La montagna non è un costo da compensare: è un valore aggiunto per la pianura e per le metropoli. Queste norme raccontano l’idea di Paese che si ha, e un Paese ha bisogno dei piccoli e dei grandi che camminano assieme garantendo a tutti i cittadini stesse possibilità.

Paola Silvi
© Riproduzione riservata


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