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Attualità venerdì 08 gennaio 2021 ore 09:31

Cassa integrazione Covid per 157mila toscani

Nella seconda ondata di coronavirus tra Ottobre e Novembre in Toscana raddoppiate le richieste di cassa in deroga e fondi di solidarietà



FIRENZE — Il lavoro in Toscana non si riprende, un anno reso nero dalla crisi causata dal coronavirus. Sono stati 157mila i lavoratori messi in cassa integrazione tra Aprile e Novembre 2020. I dati sull'emergenza del lavoro durante la pandemia sono stati resi noti dall'Irpet, l'istuto regionale di programmazione economica della Toscana.

Nel rapporto pubblicato dall'Irpet si legge che a Ottobre, quindi nella seconda ondata di coronavirus, si è registrato un nuovo aumento delle ore di Cassa Integrazione con causale Covid-19. In questo periodo, sempre secondo le stime di Irpet, la cassa in deroga e i Fondi di Solidarietà mostrano il maggiore aumento relativo, più che raddoppiate le ore autorizzate a Novembre rispetto a Settembre, segno della difficoltà dei settori terziari, cui sono principalmente dedicate queste due forme di sostegno, a fronte delle nuove limitazioni imposte dalla seconda ondata della pandemia.

Tra Aprile e Novembre 2020 sono state autorizzate 115 milioni di ore per la cassa integrazione ordinaria e 128 milioni tra deroga e fondi di solidarietà. 

Nell’ipotesi che siano state tutte effettivamente utilizzate e considerando nel periodo 1.552 ore lavorabili – 194 giorni lavorativi per cinque giorni settimanali di otto ore – si otterrebbero circa 157mila unità di lavoro bloccate a zero ore nel periodo ovvero il 20% degli addetti dipendenti (solo contratti a tempo indeterminato, determinato e di apprendistato) nel periodo, il 19% per industria, costruzioni e trasporti e il 21% per il terziario privato.

Nel confronto con i primi undici mesi del 2019 le categorie più colpite dalla crisi occupazionale sono i giovani con meno di 35 anni, gli stranieri e le donne, poiché maggiormente attivi nei settori interessati per primi dalle chiusure e in cui è più frequente l’utilizzo di contratti a termine.

Tra i più giovani sono gli immigrati che hanno visto ridursi in misura molto accentuata le occasioni di lavoro, tra gli adulti sono le donne ad avere subito la contrazione maggiore, anche se in misura molto più contenuta rispetto ai giovani.


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