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Attualità mercoledì 13 luglio 2016 ore 18:10

"Dopo il disastro in Puglia dico sì al tunnel Tav"

Il giorno dopo l'incidente ferroviario costato la vita a 23 persone, il governatore Rossi è categorico: "Non darò alcun assenso a soluzioni diverse"



FIRENZE — Quando il sindaco Dario Nardella ha proposto di rimettere in discussione le due grandi opere dell'alta velocità ferroviaria fiorentina, la stazione sotterranea di via Circondaria e il tunnel di collegamento con la stazione Campo di Marte, il presidente della Regione Toscana, pur perplesso, si era reso disponibile a un confronto.

Ma l'immensa tragedia accaduta ieri in Puglia lo ha fatto tornare rapidamente sui suoi passi.

"Dovranno passare sul mio corpo, non si può ripartire tutte le volte, i treni Av vanno separati da quelli regionali - ha dichiarato Rossi in un'intervista a Controradio - Per questo si faccia il sottoattraversamento di Firenze. Non darò nessun assenso a soluzioni diverse fino a quando sarò presidente di questa Regione, soprattutto alla luce di quanto è avvenuto in Puglia".

"Invito Ferrovie a ripensarci e anche il governo - ha detto ancora Rossi - Capisco la revisione del progetto portata avanti dal ministro Del Rio ma serve una riflessione serena e a Firenze significa separare le linee Av da quelle regionali. Non vorrei che fra qualche anno si passasse da bischeri: se la velocizzazione tecnologica proposta dalle Ferrovie per aumentare la capacità dei binari si mostrasse inadeguata".

Le dichiarazioni di Rossi sono state molto contestate da numerosi esponenti della sinistra e del Movimento 5 Stelle. Più cauta la posizione del Comune di Firenze che preferisce affrontare la questione nell'incontro con governo, Regione e Ferrovie convocato a Roma per il 21 luglio. "Non ho mai fatto mistero delle mie perplessità sulle opere Tav - ha ribadito il sindaco Nardella - Come del resto il mio precedessore Matteo Renzi".

"Nessuno ha dubbi sull'utilità dell'opera - ha commentato in una nota il segretario del Pd metropolitano Fabio Incatasciato - La richiesta di verifica di Nardella nasce da un impulso del governo e anche per questo sostengo che, prima di pronunciarsi nel merito della questione, occorre capire cosa intende fare l'esecutivo".


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