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Attualità domenica 28 giugno 2020 ore 20:20

Meno cene e caffè, in Toscana si tira la cinghia

caffè

Nei primi 6 mesi del 2020 spese giù per 2.070 euro a famiglia, sotto la media nazionale. Per Confesercenti il Covid continua a inchiodare i consumi



FIRENZE — Vacanze mordi e fuggi e acquisti con il contagocce. La ripartenza frena i consumi in Italia e la Toscana supera addirittura la media nazionale per la "prudenza" dimostrata dalle famiglie nel mettere mano al portafogli. Lo dicono i dati di Confesercenti secondo cui le famiglie toscane nella prima metà dell'anno, contrassegnata dai tre mesi di chiusure per l'emergenza Covid con la relativa contrazione dei consumi, hanno speso in media 2.070 euro in meno rispetto al 2019. In Italia la contrazione è stimata sui 1.879 euro in meno.

Somministrazione di alimenti, bevande e commercio (in cosiddetto settore Horeca cioè Hottellerie-Restaurant-Café) i settori che hanno risentito di più della riduzione della spesa.

Le regioni, come la Toscana, più colpite dall'emergenza coronavirus hanno visto ridursi con maggiore intensità la propensione delle famiglie a spendere: Trentino (-2.227 euro per nucleo familiare), Lombardia (-2.214), Emilia-Romagna(-2.153), Veneto (-2.042 euro). Anche in Valle d'Aosta le perdite sono state superiori alla media nazionale (-1.994 euro di spesa a famiglia), così come in Lazio (-1.962 euro), Piemonte (-1.902 euro) e Friuli (-1.883 euro).

Insomma anche nella fase di ripartenza, con la progressiva riapertura delle attività iniziata il 4 maggio, i toscani hanno mostrato di volerci pensare bene prima di fare acquisti e spendere. Non a caso, a livello nazionale, sono aumentati i risparmi con una crescita dei depositi bancari pari al 20 per cento in più, cioè 32 miliardi di euro.



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