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Attualità venerdì 13 gennaio 2017 ore 11:19

La protesta dei tessili in marcia su Pitti

Sciopero nazionale e manifestazione dell'intero comparto tessile e calzaturiero a Firenze per chiedere il rinnovo dei contratti scaduti da dieci mesi



FIRENZE — Sono arrivati in tanti all'appuntamento fiorentino convocato dai sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti. A incrociare le braccia per otto ore sono gli interi settori del tessile abbigliamento, che comprende 420mila addetti in 47mila imprese e del calzaturiero, che di addetti ne conta 80mila in 5.800 imprese. 

Il serpentone dei manifestanti è partito da piazza Cavalleggeri, dove era previsto il concentramento per poi dirigersi verso piazza dell'Unità Italiana per il comizio finale dei segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani.

La scelta di Firenze, spiegano i sindacati, non è casuale visto che il capoluogo fiorentino in questi giorni ospita alla Fortezza da Basso la manifestazione Pitti Immagine Uomo. 

“Dopo mesi di trattative – spiegano i sindacati  - l'associazione imprenditoriale confindustriale “Sistema Moda Italia” (Smi) conferma la sua inaccettabile proposta di un modello salariale in cui eventuali aumenti retributivi verrebbero misurati ex post alla durata triennale del contratto”.

“Il modello che ostinatamente Smi-Confindustria ci ripropone non è il nostro modello – spiegano ancora i segretari generali Miceli, Colombini, Pirani -, non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno”.

“La nostra storia contrattuale è una storia importante ed ha una tradizione di relazioni industriali che va rispettata, non tradita”.

Nel settore calzaturiero le cose non sono molto diverse. A Bologna, infatti, il Consiglio generale di Assocalzaturifici-Confindustria ha rilanciato richieste normative che il sindacato ha respinto al mittente, ritenendo che non vi siano più le condizioni per proseguire il confronto.


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