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Monitor Consiglio mercoledì 07 dicembre 2022 ore 13:29 Spazio a cura dei gruppi politici del Consiglio regionale della Toscana

Liste di attesa chirurgiche, i soldi per ridurle ci sono ma non vengono utilizzati

Irene Galletti
Irene Galletti

"Entro fine dicembre rimangono da spendere ancora 11 milioni di euro e non sappiamo se verrà davvero fatto"



FIRENZE — “La Regione non ha risposto su come pensa di risolvere il problema delle liste di attesa chirurgiche, ormai interminabili, come le ambulatoriali e le diagnostiche. Abbiamo chiesto come vengono impiegati i soldi e abbiamo ricevuto risposte generiche su alcune spese, peraltro non ben distribuite. Ma il dato principale da rilevare è che entro fine dicembre rimangono da spendere ancora 11 milioni  di euro per ridurre le liste e non sappiamo ancora se verrà davvero fatto, in che modo, o dove questi soldi saranno investiti. Non è inoltre chiaro se la Regione Toscana ricorrerà ulteriormente al privato, e non siamo neanche troppo convinti che ci sia una reale consapevolezza della gravità del problema. Per tutte queste ragioni siamo insoddisfatti della risposta alla nostra interrogazione". Ad affermarle tutto questo è Irene Galletti, Presidente del Gruppo Movimento 5 Stelle nel Consiglio regionale toscano, in merito alla risposta dell’Assessore alla Salute Simone Bezzini sulla problematica delle liste di attesa chirurgiche

“Ma il peccato originale che ha portato al tracollo delle liste di attesa chirurgiche in questa Regione - chiarisce Galletti - deriva dalla gestione della sanità regionale col metodo per intensità di cure, da noi sempre criticato, che ha lasciato sguarniti i presidi ospedalieri di posti letto e personale sanitario, rendendo così impossibile impiegare al 100% le sale chirurgiche". 

"Per poter risolvere il problema e risalire la china, dunque, alla Giunta regionale non resta altro che fare un sano bagno di realtà e rimettere in discussione tutte quelle scelte che hanno reso strutturale il problema - conclude Galletti - Reinvestire sui piccoli ospedali e sulla sanità territoriale, sul valore del personale sanitario e sull’accoglienza ospedaliera e risolvere quel deficit cronico di posti letto che frena lo scorrimento delle liste di attesa chirurgiche e che spinge sempre più toscani verso il privato".


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