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Politica domenica 12 febbraio 2017 ore 16:40

Nasce il fiore della sinistra Pd

Sala gremita nel circolo di S.Bartolo a Cintoia per il confronto sul futuro del Pd. Emiliano e Rossi chiedono le dimissioni di Renzi e il congresso



FIRENZE — Alla vigilia della direzione nazionale del Pd dove Matteo Renzi potrebbe lanciare l'ultimatum fra due guerre-lampo, un congresso superveloce o le elezioni anticipate, la sinistra del partito si è riunita nello storico circolo Arci di San Bartolo a Cintoia per l'incontro intitolato Può nascere un fiore, il secondo dopo un analogo evento milanese celebrato a dicembre e prima del terzo programmato a Modena per marzo. 

Pienone di pubblico, clima disteso, molto ascolto, applausi ma senza tifo da stadio, critiche, qualche battuta ma nessun attacco strumentale al segretario nazionale Matteo Renzi, gli avversari indicati in un blocco unico e con un'unica definizione: "la destra". Senza tante distinzioni.

Il tema centrale era il lavoro e soprattutto di questo si è parlato, il primo giorno con incontri tematici,il secondo con una serie di interventi coordinati dalla deputata Tea Albini. E così sul palco sono saliti esponenti vari della sinistra, non solo del Pd, consiglieri comunali e regionali, parlamentari, presidenti di Regione candidati alla segreteria del partito, da Francesco Boccia a Serena Spinelli, da Enrico Rossi a Michele Emiliano, da Alfredo D'Attorre a Gessica Allegni.

Voglia di scissione? Zero. Piuttosto voglia di esserci, di partecipare, di ritornare ai valori fondanti della sinistra, di puntare sulla giustizia sociale, sul welfare, sulla scuola e la sanità pubblica, sul lavoro, sui giovani. Insomma, di tornare a rappresentare "quelli che non contano niente" costruendo "un'alternativa alle politiche dei bonus del governo Renzi". Le quali, dati delle urne alla mano, quando i cittadini hanno potuto votare sulla base dei risultati di governo, hanno prodotto per il Pd solo sconfitte.

Un'alternativa del genere però, secondo la sinistra Pd, non si può costruire in poche settimane. Quindi basta con le corse in avanti e le forzature: Emiliano, Rossi, Boccia e i loro compagni hanno chiesto a Renzi di convocare un congresso vero, con tutti i passaggi previsti dallo statuto, coinvolgendo gli iscritti sezione dopo sezione, circolo dopo circolo. Un congresso dove mettersi in gioco tutti e al termine del quale, fra i candidati della segreteria, possa vincere il migliore. 

Una bella sfida. Soprattutto se la sinistra Pd, dopo tutti i confronti del caso, sarà in grado di proporre al congresso, in alternativa a Matteo Renzi, un candidato unico, con un passo indietro degli altri che si fossero messi a disposizione, per adesso Enrico Rossi, Michele Emiliano e Roberto Speranza. 

Passo indietro che, a quanto pare, è già stato messo in conto. "Alla fine bisognerà essere generosi" ha sintetizzato il parlamentare Filippo Fossati chiudendo la giornata. E nessuno, almeno in quel momento, ha trovato niente da ridire.

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