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venerdì 15 novembre 2019

Attualità mercoledì 06 aprile 2016 ore 14:13

Nuove regole e incentivi più alti per le fusioni

Servizio di Dario Pagli

Il consiglio regionale ha approvato la risoluzione del Partito democratico sulle fusioni dei Comuni. Contrarie le opposizioni. Cosa cambia



FIRENZE — Incentivi ai Comuni che si fondono, meccanismi disincentivanti all’ipotesi di frazionamento, riordino dei livelli di governance e regole certe per il referendum consultivo.

Questi i punti principali della risoluzione presentata dal consigliere dem Antonio Mazzeo e sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Leonardo Marras e Lucia De Robertis in merito agli orientamenti del Consiglio regionale in materia di fusione di comuni e di riforma del sistema delle autonomie locali. 

L’atto ha ricevuto il voto contrario di tutte le opposizioni: Lega Nord, Movimento 5 stelle, Forza Italia, Sì Toscana a sinistra e Fratelli d'Italia. 

La risoluzione prevede che la Regione approvi la fusione fra due o più Comuni quando, in occasione del referendum consultivo dei cittadini, sia raggiunta una maggioranza di sì superiore ai due terzi dei votanti nell’intera comunità interessata. 

Nel caso in cui tale maggioranza non sia invece raggiunta, la Regione approverà la fusione solo in presenza della maggioranza favorevole in ciascuno dei Comuni consultati.

“Dobbiamo spingere l’acceleratore sul tema delle fusioni dei comuni – ha spiegato Antonio Mazzeo, consigliere regionale dem e segretario dell’Ufficio di Presidenza – Dare più incentivi a quelli che pensano di fondersi, disincentivare la frammentazione e offrire un sistema di regole nuovo e chiaro per i referendum consultivi”.

Nella risoluzione  si ribadisce la necessità di “semplificare il rapporto della Regione con l’associazionismo degli enti locali”, nonchè di riformare il Consiglio delle autonomie locali, di superare gli attuali organismi di rappresentanza come Upi, Uncem e Lega autonomie, orientando tutte le risorse verso Anci.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha espresso voto contrario alla proposta di risoluzione. “Bisogna – ha detto - accettare la volontà dei cittadini”.

Forza Italia si è detta d'accordo sulla necessità di una semplificazione istituzionale e di procedere ad un percorso finalizzato alle fusioni  ma solo, ha precisato il capogruppo Mugnai, se c’è la condivisione delle comunità”.

Il portavoce dell’opposizione Claudio Borghi ha ricordato l’articolo 5 della Costituzione, ribadendo il principio del decentramento amministrativo. "Andare verso l’accentramento e il megastato - ha sottolineato Borghi - non è la strada giusta, ve lo dice la Costituzione”.

Di “gigantismo con il rischio di gigantismo burocratico” ha parlato il capogruppo di Sì Toscana a sinistra Tommaso Fattori. “Noi stiamo compiendo un passo che nessuno ha compiuto in Europa - ha dichiarato Fattori - non abbiamo modelli cui ispirarci”.

“In questa proposta di risoluzioneci sono profili di anticostituzionalità - ha commentato Gabriele Bianchi del Movimento 5 stelle - Va bene accorpare i comuni ma ascoltando la volontà dei cittadini”.

Un invito al rispetto della volontà dei cittadini è arrivato dal capogruppo di Lega Nord Manuel Vescovi. "Siamo favorevoli alla fusione dei Comuni - ha concluso Vescovi - ma secondo il principio della maggioranza semplice, solo se il 51 per cento dei cittadini vogliono unirsi”.



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