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Attualità sabato 07 maggio 2016 ore 17:00

Sì all'intramoenia, abolire solo l'extramoenia

Il Pd toscano ribadisce la contrarietà all'abolizione dell'intramoenia proposta da Rossi, ma lancia un'idea: usarla per ridurre le liste d'attesa



FIRENZE — Si è svolta presso la Casa della Cultura, proprio accanto alla sede regionale del Pd, la prima delle tre riunioni tematiche in programma tra maggio e giugno, alla presenza del presidente della regione Enrico Rossi, il segretario regionale Pd Dario Parrini, Stefania Saccardi, assessore regionale alla sanità e diversi consiglieri regionali del Partito Democratico. 

Le linee guida del documento approvato sono sostanzialmente quattro: abolire l'extramoenia e mantenere l'intramoenia; ridurre il numero delle zone distretto favorendo le fusioni; rafforzare il rapporto tra pubblico e privato. e obbiettivo principale ridurre le liste di attesa.

Sulla prima questione in particolare, la direzione regionale PD chiede a governo e Regione di superare l'extramoenia e mantenere le attività di intramoenia vincolando chi le pratica ad azioni di contenimento dei tempi di attesa istituzionali. 

Sul punto rimangono distanti dunque le posizioni del partito regionale rispetto a quelle del governatore Enrico Rossi, che solo oggi in un'intervista al quotidiano "Il Tirreno" ha ribadito che la sua convinzione sia quella di eliminare completamente l'attività in forma privata nelle strutture pubbliche. 

Un tentativo di gettare dei "ponti" c'è, e sta proprio nell'ipotesi di utilizzare risorse pubbliche per "comprare" le attività di intramoenia dei professionisti da utilizzare per la riduzione delle liste di attesa per visite specialistiche e prestazioni specialistiche. A sottolinearlo è il vicesegretario del Pd toscano, Antonio Mazzeo: "Abbiamo una idea concreta: acquistare noi le ore di intramoenia così che quando le persone prenotano non trovano differenza, non pagano e si aumentano gli spazi. Una soluzione che trova concordi anche i medici".

Sugli altri fronti "caldi" del sistema socio-sanitario il documento approvato oggi dalla direzione Pd rileva la necessità di rafforzare l’integrazione tra i servizi pubblici e il settore privato, in particolare il settore del volontariato e delle associazioni no profit. Altro tema: la nuova organizzazione delle Asl, ridotte da 12 a 3, definita “strategica” e che deve accompagnarsi ad “una maggiore integrazione tra Aziende USL e Aziende ospedaliere universitarie”. Si chiede poi di ridurre il numero delle zone distretto, livelli di organizzazione e gestione dei servizi sanitari e socio sanitari, “che devono avere delle dimensioni adeguate a mettere insieme le risorse umane, economiche e strumentali per erogare in maniera ottimale i servizi. Infine tra le altre linee guida del documento, la necessità di percorsi ad hoc per i bambini con una rete pediatrica regionale e i pronto soccorsi pediatrici. 

La direzione regionale PD chiede infine alla Regione di verificare gli effetti dell'attuale “quota ricetta” progressiva sulla base del reddito, verificando se abbia dirottato verso sistemi privati molti utenti di fascia di reddito medio-alta.

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