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Attualità Giovedì 02 Luglio 2026 ore 13:15
Un calendario dell'813 che "corregge" l'anno

La scoperta, resa possibile dalla collaborazione tra Cnr e Opera di Santa Maria del Fiore, dimostra competenze astronomiche avanzate per l'epoca
FIRENZE — Nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche ha rintracciato un manoscritto che riporta un calendario dell'813. Che, ben sette secoli prima della Riforma Gregoriana del 1582, quantifica e corregge uno scarto di tre giorni tra calendario giuliano e anno solare. Una testimonianza dell'elevato livello di conoscenze scientifiche a Firenze durante l'epoca carolingia.
La scoperta è stata fatta nello studio guidato da Francesco Vizza, ricercatore emerito associato del Cnr col supporto dell'archivista dell'Opera di Santa Maria del Fiore Giuseppe Giari. Il manoscritto rivela competenze astronomiche sorprendentemente avanzate per l'epoca: i suoi compilatori avevano infatti riconosciuto che il sistema cronologico allora in uso non seguiva con precisione il moto reale del Sole e, così, le date dei fenomeni celesti risultavano già anticipate di circa tre giorni rispetto a quelle ufficiali del calendario in uso.
"Il calendario era in un Sacramentario proveniente dall'Opera del Duomo - ha spiegato Vizza - e, sebbene fosse già stato segnalato nel 1757 dall'astronomo gesuita Leonardo Ximenes, il suo significato per la storia dell'astronomia e della misura del tempo non era mai stato adeguatamente valorizzato".
ll calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 46 avanti Cristo, attribuiva all'anno una durata media di 365 giorni e un quarto, prevedendo un giorno aggiuntivo ogni quattro anni. "Pur essendo stata una riforma di straordinaria efficacia, esso risultava leggermente più lungo dell'anno reale e accumulava un errore che, nel corso dei secoli, determinava un progressivo anticipo degli equinozi e dei solstizi - ha specificato - la correzione sarebbe arrivata solo nel 1582 con la riforma gregoriana ideata da Luigi Lilio che ci ha dato il calendario oggi adottato dalla quasi totalità dell'umanità".
Il manoscritto fiorentino rivela un valore eccezionale perché "riporta sia le date tradizionali del computo ecclesiastico del calendario giuliano, sia quelle corrispondenti agli effettivi fenomeni celesti. L'equinozio di primavera è mantenuto al 21 Marzo secondo tradizione stabilita dal Concilio di Nicea nel 325, mentre l'ingresso del Sole in Ariete è registrato il 18 Marzo. Lo stesso anticipo di tre giorni compare anche per gli altri equinozi e solstizi. Queste annotazioni dimostrano che i compilatori avevano quantificato con notevole precisione l'errore accumulato dal calendario giuliano".
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