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Cronaca sabato 15 aprile 2017 ore 12:45

Inferno in pelletteria, il piromane è un vigilante

Mesi di indagini per stringere il cerchio intorno all'uomo che a gennaio incendiò, distruggendola, una pelletteria. Incastrato dall'auto di servizio



FIRENZE — Preso. Alla fine i carabinieri della stazione di Badia a Settimo hanno messo la parola fine all'incubo costituito dall'uomo che lo scorso gennaio seminò il panico nella zona industriale di Scandicci, dopo aver appiccato le fiamme in una pelletteria. I militari lo hanno arrestato dando così esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Firenze su richiesta del pm Christine Von Borries. 

L'uomo, italiano, è accusato di incendio doloso.

Già dai primi elementi raccolti sul posto gli investigatori capirono che difficilmente si potesse trattare di un rogo accidentale. A inchiodare il piromane sono state le immagini del sistema di videosorveglianza che ha permesso, in prima battuta, di ricostruire la dinamica del rogo: l'uomo, dopo aver fatto una piccola torcia con della carta, ha appiccato l’incendio ad un cumulo di cartoni da imballaggio presenti vicino all’ingresso dell’azienda che hanno fatto poi propagare le fiamme a tutta la struttura ed alle due macchine in sosta. 

Non solo, dal filmato è anche stato possibile ricavare il modello di auto usata dall'uomo, riconoscibile per una serie di adesivi attaccati sulla carrozzeria. Sono stati proprio questi segni a far capire che si trattava di una macchina in uso a un istituto di vigilanza in servizio nella zona. Istituto risultato del tutto estraneo alla vicenda. 

Alla fine, grazie a questi elementi, il cerchio si è stretto attorno al piromane. Con una sorpresa finale: il responsabile dell'incendio è anche la stessa persona che per prima ha dato l'allarme telefonico ai vigili del fuoco. Poi, come se nulla fosse, è rimasto a osservare lo spegnimento delle fiamme. 

Ora resta solo una cosa da capire: perché abbia scatenato l'inferno in pelletteria. Su questo infatti l'uomo, agli arresti domiciliari, non si è ancora espresso. 


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