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giovedì 23 gennaio 2020

Cronaca lunedì 13 gennaio 2020 ore 18:20

Free Parking Sas & Co, 12 arresti e 6 interdizioni

Alcuni ausiliari della sosta avrebbero coperto l'attività messa in atto da un gruppo di parcheggiatori abusivi. Automobilisti taglieggiati



FIRENZE — Parcheggiatori abusivi, grazie alla compiacenza di alcuni ausiliari della sosta della Sas, avrebbero taglieggiato per anni gli automobilisti che utilizzavano il parcheggio di piazza Vittorio Veneto, alle Cascine, ed altre aree destinate alla sosta. Con pettorine e falsi tagliandi i parcheggiatori abusivi avrebbero estorto denaro a turisti e fiorentini minacciandoli di recare danno alle loro vetture in caso di mancato pagamento, mentre alcuni controllori della sosta chiudevano un occhio.

La polizia municipale, coordinata dalla Procura e su disposizione del tribunale, ha quindi eseguito otto arresti in carcere e quattro ai domiciliari e sei interdizioni dai pubblici uffici. Durante l'inchiesta sono stati perquisiti 25 immobili situati a Firenze e in numerosi altri comuni dell'hinterland fiorentino. L’operazione, denominata “Free Parking – SAS & Co.”, ha visto l’impiego di oltre cento agenti della Polizia Municipale di Firenze e la collaborazione delle polizie municipali di Sesto Fiorentino, Prato, Scandicci, Impruneta, Bagno a Ripoli, Lastra a Signa, Pelago.

L'attività di indagine è nata a seguito di numerose segnalazioni effettuate dai cittadini e ha compreso intercettazioni telefoniche, registrazioni video, attività di osservazione, controllo e pedinamento. Secondo gli inquirenti sarebbe così emersa, come si legge in un comunicato del Comune, “una ben radicata e strutturata compagine criminale, che operava in Firenze da numerosi anni, in special modo nel parcheggio pubblico posto in piazza Vittorio Veneto (ma con ramificazioni anche in altri parcheggi fiorentini, oltre che, in alcuni casi, a Bologna e a Milano), ove quotidianamente taglieggiavano i malcapitati automobilisti costretti a pagare loro anche 40-50 euro al giorno per poter parcheggiare le proprie auto, in alcuni casi con la velata minaccia di possibili futuri danneggiamenti, in altri, raggirandoli circa la liceità di tali pagamenti”. Sempre nel comunicato si legge che la banda, per compiere indisturbata le attività criminali, “si avvaleva del contributo di alcuni controllori della sosta compiacenti, dipendenti della SAS spa, che favorivano il sodalizio criminale nella loro veste di incaricati di un pubblico servizio”.

“Quasi tutti i controllori della sosta, dipendenti della SAS Servizi alla Strada Spa - recita la nota del Comune -  ivi compreso il loro responsabile che fungeva oltre che da copertura, anche da istigatore, fossero soliti sospendere fraudolentemente la loro attività lavorativa per numerose ore durante la giornata (in alcuni casi addirittura per intere giornate lavorative passate: presso le proprie abitazioni, nei centri commerciali o in pranzi luculliani di gruppo presso vari ristoranti cittadini)”. Il comunicato di Palazzo Vecchio precisa anche che alcuni controllori “erano soliti sopprimere o comunque annullare illegittimamente, in favore di amici e conoscenti, numerosi verbali al Codice della Strada, da loro stessi elevati durante i controlli”.

I reati contestati sono per dieci parcheggiatori abusivi  l'associazione a delinquere finalizzata ai reati di truffa ed estorsione, per due controllori della sosta concorso esterno all'associazione a delinquere, per nove controllori della sosta assenteismo dal lavoro e abuso di ufficio. Contestati a vario titolo anche i reati di truffa aggravata, induzione a dare o promettere utilità, corruzione elettorale, ricettazione e usura.



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