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Cronaca mercoledì 05 febbraio 2020 ore 14:55

Rapinatori traditi dal pedaggio autostradale

Gli inquirenti hanno ricostruito la fuga attraverso i video ma sarebbero state determinanti le impronte trovate sui biglietti emessi al casello



FIRENZE — Nei giorni scorsi la Squadra Mobile di Firenze ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Firenze, a carico di un uomo di 29 anni ed è in attesa di eseguire il medesimo provvedimento nei confronti di un complice di 36 anni attualmente ristretto in Olanda, entrambi gravemente indiziati di rapina aggravata in concorso.

L’indagine ha preso le mosse da una rapina avvenuta il 3 aprile 2019 a Firenze nel tardo pomeriggio ai danni di un residente originario di Pistoia che mentre stava rincasando dal lavoro e si accingeva a parcheggiare la propria auto nel garage, è stato raggiunto alle spalle da un uomo con casco calzato che dopo una colluttazione, gli ha strappato dal polso l’orologio, del valore commerciale di circa 2.500 euro. Il rapinatore ha raggiunto un complice che lo attendeva a bordo di uno scooter e sono fuggiti nel traffico.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i due complici sono stati immortalati nel sistema di videosorveglianza cittadino e condominiale mentre seguivano la vittima e la rapinavano per poi sfrecciare nel traffico di Firenze a colpo compiuto fino alla zona di piazzale Donatello. Qui i due complici si sono divisi e sarebbe entrato in gioco un secondo scooter, a bordo del quale è salito chi aveva materialmente rapinato l’orologio. I due mezzi si sono infine diretti verso il Varlungo per poi entrare in autostrada al Casello Firenze Sud ed uscire a Scandicci. Pochi minuti dopo i due scooter sarebbero stati caricati su un furgone che è poi rientrato in autostrada a Scandicci, per uscire nella notte a Napoli Nord.

Il quadro indiziario avrebbe trovato riscontro sia nelle immagini del sistema autostradale che nelle impronte digitali trovate sui biglietti del pedaggio. Su un biglietto all’uscita Firenze-Scandicci è emersa un’impronta digitale appartenente ad un uomo originario di Napoli e su un altro biglietto, con ingresso Firenze Sud, l’impronta corrispondente a quella di un uomo, sempre originario di Napoli, entrambi già noti per reati di eguale natura. Le successive perquisizioni a Napoli presso le abitazioni dei due indagati avrebbero consentito di individuare indumenti corrispondenti a quelli indossati dai rapinatori.


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