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Attualità martedì 27 ottobre 2020 ore 14:45

Rimpasto condito dalle critiche a Palazzo Vecchio

L'ingresso di Italia Viva ha causato mal di pancia traversali ma anche la distribuzione delle deleghe ha sollevato polemiche in Consiglio comunale



FIRENZE — Critiche sono piovute sulla nuova giunta di Palazzo Vecchio nominata da Dario Nardella dopo le uscite di Cristina Giachi ed Andrea Vannucci eletti in Consiglio regionale. Ancora alta la tensione politica sul caso Sguanci, con il presidente del Quartiere 1 pronto a mantenere il posto in Consiglio regionale e quello di presidente di circoscrizione.

L'ingresso di Italia Viva sembra avere provocato una scossa di adrenalina tra i banchi della maggioranza ancor prima che dell'opposizione. Elisabetta Meucci, ex consigliera regionale ed esponente del partito di Matteo Renzi è stata ripescata com'era già accaduto quando fu chiamata proprio dal sindaco Renzi a subentrare alle deleghe assegnate all'esponente socialista Elisabetta Cinfanelli che non la prese benissimo.

E poi le deleghe. Secondo l'opposizione è stata persa un'occasione per unire polizia municipale e sicurezza.

Il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai ha commentato "Si lascia la delega alla polizia municipale all'assessore Giorgetti che nel suo operato ha dimostrato di non dedicargli le dovute attenzioni, forse troppo impegnato a seguire il settore mobilità e nuove tramvie. Si continua a separare la delega alla sicurezza urbana da quella alla municipale, scelta che non consente di avere un focus vero sui temi di degrado e criminalità. Il sindaco avrebbe anche potuto lanciare un messaggio importante avocando a sé queste deleghe ma se ne è guardato bene". Inoltre "Le mille deleghe del welfare assegnate fin qui al neo consigliere regionale Vannucci sono state spacchettate e redistribuite a cinque soggetti diversi, e qui si tratterebbe di capire se l'errore era stato fatto prima o se invece è stato fatto adesso". Infine sul caso Meucci "Il sindaco fa entrare in giunta un partito, Italia Viva, non presente all'interno del consiglio comunale, o almeno non ancora. Cosa che non si era ancora mai vista. Ma qui, più che alle opposizioni, è al suo stesso partito, il PD, e ai suoi elettori che Nardella dovrebbe delle spiegazioni".

“Un assessore senza gruppo consiliare - ha commentato il capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio, Federico Bussolin - è bizzarro, ma oggi conta più la proposta che il nome. Piuttosto trovo grave il mancato annuncio, da parte di Nardella, delle dimissioni del presidente del Q1 nonché consigliere regionale Maurizio Sguanci: se il momento è delicato per andare al voto, Sguanci deve lasciare la regione, perché serve un presidente a tempo pieno, non un esperto di poltrone”.

L'opposizione di sinistra con i consiglieri Antonella Bundu e Dmitrij Palagi ha commentato "Arriva Italia Viva, anche se l'ombra di Renzi non ha mai abbandonato Palazzo Vecchio. La continuità segna una decisione che ha il sapore di stanchezza e che non è frutto di alcuna riflessione pubblica o confronto con il Consiglio comunale. Facciamo i nostri auguri alle nuove assessore, sapendo che ci attendono anni di confronto e probabile scontro su tante tematiche ancora irrisolte, a partire dalle residenze e dall'emergenza abitativa. Sulle cariche di consiglieri e consigliere speciali siamo purtroppo al ridicolo. Si fa prima a contare chi non ha un ulteriore incarico, oltre a quello di consigliere o consigliera comunali. Si conferma la scarsa stima che il sindaco ha di quanto sarebbe previsto dalle leggi e dal quadro costituzionale".

Alessandro Draghi capogruppo di Fratelli d'Italia è intervenuto sulla nomina dei consiglieri speciali "Adesso Nardella ne ha nominati altri 4, è a quota 15" mentre per quanto riguarda i nuovi assessori "Il caso Meucci è un problema interno alla maggioranza e credo che una criticità esista soprattutto per il Partito Democratico. Infine "faccio invece i complimenti a Benedetta Albanese, persona preparata e qualificata per fare l'assessore" ha concluso Draghi. 



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