Cronaca Domenica 28 Dicembre 2025 ore 17:00
Finanziamenti ad Hamas, altri sequestri di denaro

L'inchiesta della Procura di Genova, che ha portato a un arresto, prosegue: condotte 17 perquisizioni tra diverse città italiane, compresa Firenze
GENOVA — Proseguono le indagini e le perquisizioni della Digos con riferimento all'inchiesta della Procura di Genova su un finanziamento di oltre 7 milioni di euro elargito ad Hamas ma frutto di raccolte fondi per la popolazione palestinese e di Gaza. L'attività degli inquirenti ha portato ieri, sabato 27 Dicembre, all'arresto di nove persone, tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell'Associazione dei Palestinesi d'Italia.
In totale, sono state effettuate 17 perquisizioni, che hanno interessato tre sedi dell'Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, ma anche appartamenti tra Torino, Bologna, Bergamo, Monza-Brianza, Lodi, Sassuolo e Firenze. Come sottolineato dalla procura, è stato sequestrato denaro contante per un milione e 80 mila euro, trovato non solo nella sede dell'associazione, ma anche nelle residenze delle persone indagate. In un caso, circa 560mila euro erano stati nascosti in un vano ricavato in un garage a Sassuolo. Nella abitazione di uno degli indagati, che nascondeva anche circa 6 mila euro è stata trovata una bandiera di Hamas.
Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre sequestrati tre computer, nascosti nell'intercapedine di una parete in un alloggio in provincia di Lodi, e altri dispositivi elettronici che saranno sottoposti ad analisi nei prossimi giorni.
Complessivamente, al momento ci sono 25 indagati; tra questi anche il gli indagati ci sono anche i familiari di Hannoun, che secondo gli investigatori della Digos e della Guardia di Finanza sarebbero stati consapevoli della destinazione reale dei fondi raccolti. "Per ora quel che ci pare emergere dalla prima lettura degli atti è che l'impostazione accusatoria è largamente costruita su elementi probatori e valutazioni di fonte israeliana, senza che sia possibile un reale e approfondito controllo su contenuti e rispetto dei principi costituzionali, convenzionali e codicistici di formazione della prova - hanno spiegato gli avvocati Dario Rossi, Fabio Sommavigo e Emanuele Tambuscio, legali di Hannoun - anche le modalità di utilizzazione nel nostro procedimento paiono, per usare un eufemismo, semplificate oltre ogni limite".
Intanto, Fratelli d'Italia in apertura di seduta alla Camera ha chiesto una informativa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sulla vicenda.
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