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Politica giovedì 28 gennaio 2016 ore 13:38

"Hanno ucciso il referendum, è stato il Pd"

I capigruppo di centrodestra in Consiglio regionale Mugnai (FI), Donzelli (Fdi) e Vescovi (LN) contro il Pd e la "riforma-beffa" della sanità toscana



FIRENZE —

La notizia, pealtro ufficiosa, che il collegio di garanzia del Consiglio regionale avrebbe dichiarato "improcedibile" il referendum abrogativo della legge 28/2015, quella che ha avviato la riorganizzazione della sanità toscana entrata in vigore il primo gennaio scorso, ha scatenato le ire delle forze politiche di centrodestra, schierate a sostegno della raccolta di firme per il referendum promossa da comitati e associazioni.

"E' andato a buon fine l’escamotage adottato dalla giunta regionale e approvato dalla maggioranza a dicembre di riformare la legge originale su cui pendeva il quesito referendario di abrogazione - scrivono in una nota congiunta il capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai con il collega di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli e della Lega Nord Manuel Vescov - Come abbiamo denunciato fin da subito, il Pd ha portato a compimento l’omicidio del diritto referendario attraverso la vergognos pseudo riforma approvata monca, con 56 articoli stralciati, dopo cinque giorni e tre notti di scontro in aula". 

"Nel frattempo, la Regione aveva dovuto ammettere che le firme raccolte erano in numero più che sufficiente per indire il referendum - proseguono Mugnai, Donzelli e Vescovi - Oggi quelle firme, che rappresentano la volontà popolare, salvo ricorsi accolti dal Tar sono carta straccia per volontà del Pd che ha cambiato le regole del gioco a partita in corso. Sostanzialmente: ha barato».

"In questo modo 55mila firme vengono gettate nel cestino, e sono 55mila schiaffi che giunta e Pd danno ai toscani e alla democrazia -  concludono i capigruppo di centrodestra - La sensazione è che la partita non sia conclusa. Resta però fin da ora la consapevolezza di quali condotte il Pd toscano sia disposto ad adottare: per evitare un referendum si è fatta una pseudo riforma che sta mettendo in ginocchio la sanità. Ma a loro non importa nulla: pur di stare attaccati alle loro poltrone non hanno remore rispetto a nulla è nessuno".


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