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Attualità martedì 17 novembre 2015 ore 13:30

I cacciatori denunciano la Commissione europea

Servizio di Tommaso Tafi

Bruxelles ha anticipato al 20 gennaio la chiusura della caccia alla beccaccia ma solo per l'Italia. La confederazione toscana: "Disparità senza senso"



FIRENZE — Secondo il calendario venatorio la caccia alle beccacce, alle cesene e ai tordi era concessa in Italia fino al 31 gennaio. Nel 2014 perà la Commissione europea ha attivato una procedura di pre infrazione per l'Italia imponendole di fatto di anticipare lo stop al 20 di gennaio, data in cui comincia l'ondata migratoria. Una direttiva immediatamente fatta propria dal governo.

Questa decisione però ha mandato su tutte le furie la confederazione dei cacciatori della Toscana per la disparità di trattamento riservato all'Italia rispetto ad altri stati. Il nuovo calendario venatorio non vale infatti per Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Montenegro, dove la caccia alla beccaccia è aperta fino al 20 marzo.

"Beccacce tordi e cesene, si legge in una nota della Confederazione dei cacciatori toscani -  come spiegano gli etologi e gli studiosi della materia hanno tempi di migrazione analoghi in Italia e Francia ma Bruxelles ha deciso che si debbano applicare regole diverse, quanto ai tempi del prelievo, in questi paesi".

"La commissione europea - prosegue la nota - ha fin qui avvalorato le tesi di quanti affermano che le beccacce corse, spagnole, portoghesi, francesi si attardano fino a quasi fine febbraio mentre quelle sarde, liguri o maremmane, forse decisamente più frettolose sentono l'irrefrenabile bisogno di partirsene già entro la metà del mese di gennaio".

 Un'incongruenza che ha spinto la Confederazione, che raggruppa Federcaccia, Arcicaccia e Anuu) a denunciare la Commissione europea al tribunale di primo grado dell'Unione

A prendere una decisione nel merito sarà un collegio composto da tre tecnici provenienti dai paesi del nord Europa. "Per noi è una garanzia di equilibrio  - ha detto l'avvocato Alberto Bruni che ha aperto il contenzioso - perché la nostra presa di posizione è chiaramente contro la Francia, che è una delle nazioni forti in Commissione e questo potrebbe disequilibrare".


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