Attualità Sabato 08 Agosto 2026 ore 11:30
Nuove scoperte archeologiche nei fondali dell'Elba

Un dolium di età romana e quello che sembra essere un antico relitto individuati durante le attività di monitoraggio avviate dalla Soprintendenza
ISOLA D'ELBA — Un dolium di età romana e un possibile relitto ancora in corso di studio. Sono le due nuove scoperte avvenute nei fondali dell'Isola d'Elba grazie a un monitoraggio avviato nel mese di Maggio dalla Soprintendenza di archeologia belle arti e paesaggio dopo alcune segnalazioni.
I siti sommersi sono stati individuati nel corso delle immersioni svolte tra il Canale di Piombino e le isole dell'arcipelago in collaborazione con il nucleo Carabinieri Tutela patrimonio culturale di Firenze e il nucleo Carabinieri Subacquei di Genova.
"Il mare dell'Arcipelago Toscano è un eccezionale giacimento di beni archeologici e le nuove scoperte ne confermano ancora una volta il valore - dichiara il Soprintendente Valerio Tesi - Questi risultati sono il frutto della consolidata collaborazione tra la Soprintendenza e l'Arma dei Carabinieri, in particolare con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e il Nucleo Subacquei di Genova, oltre che dell'impegno della funzionaria archeologa Gloriana Pace, che sta sviluppando una preziosa collaborazione con i centri diving per coinvolgerli attivamente nella tutela di un patrimonio tanto ricco quanto fragile".
L'intervento, spiega la Soprintendenza in una nota, rientra in un più ampio programma di tutela finalizzato a verificare lo stato di conservazione dei siti sommersi, controllare il posizionamento dei reperti già censiti, aggiornare la documentazione cartografica e verificare nuove segnalazioni, ampliando così il quadro delle conoscenze sul patrimonio archeologico subacqueo dell'area.
Tra i risultati più significativi figura il rinvenimento di un dolium, grande contenitore in terracotta utilizzato nell'antichità per il trasporto e la conservazione di derrate alimentari, in particolare vino, olio e cereali. Per caratteristiche e contesto di rinvenimento, il reperto è verosimilmente riferibile a una delle cosiddette navi a dolia, particolari imbarcazioni mercantili impiegate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. per il trasporto del vino sfuso lungo le principali rotte commerciali del Tirreno.
La seconda scoperta riguarda un presumibile relitto, lungo circa cinque metri e largo due, oggi quasi completamente ricoperto dalla mucillagine, che ne limita l'osservazione. Le ricognizioni subacquee hanno permesso di individuare resti del fasciame, elementi strutturali lignei e numerosi chiodi in bronzo. Le condizioni di conservazione non consentono, allo stato attuale delle indagini, una datazione certa del contesto, che potrebbe collocarsi tra la tarda antichità e il Medioevo. Per l'autunno 2026 è prevista una seconda campagna di indagini subacquee, volta ad eseguire saggi archeologici esplorativi per chiarire natura, cronologia e caratteristiche del relitto.
"Le nuove evidenze - sottolinea la Soprintendenza- confermano l'elevato potenziale archeologico dei fondali dell'Arcipelago Toscano e l'importanza delle attività di monitoraggio per la tutela, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio culturale sommerso".
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