Cronaca Giovedì 08 Ottobre 2026 ore 09:00
Maxi operazione della Finanza, perquisizioni in Toscana

Secondo le Fiamme Gialle di Cagliari sarebbe stato architettato un sistema per sottrarre circa 80 milioni a un'azienda fallita. In sei ai domiciliari
ITALIA — Sono state eseguite le ordinanze di misure cautelari personali e reali emesse dal giudice per le indagini preliminari di Cagliari nei confronti di undici persone, su un totale di 14 indiziati, per i reati di bancarotta e autoriciclaggio decise dopo le indagini della Guardia di Finanza cagliaritana, che hanno riguardato anche la Toscana.
Nello specifico, le indagini sono cominciate a seguito della liquidazione giudiziale di una società di fornitura di lavoro temporaneo, con uffici tra Lazio, Lombardia, Marche, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e, appunto, Toscana.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, le indagini dimostrerebbero come dall'azienda sarebbero stati distolti circa 78 milioni di euro prima della dichiarazione di liquidazione giudiziale. A guidare tale operazione sarebbero stati l'amministratore di fatto della società e quelli di diritto succedutisi negli anni, oltre a familiari dipendenti e prestanome di undici società satellite, di cui due con sede in Romania.
Tra i creditori dell'impresa, la cui esposizione debitoria complessiva sarebbe stata accertata essere di circa 118 milioni di euro, ci sarebbero soprattutto i lavoratori dipendenti, nell'ordine di migliaia, somministrati ad aziende italiani operanti nella grande distribuzione, nel settore edile, delle costruzioni meccaniche, della logistica e dell’impiantistica.
Stando alle indagini della Finanza, l’impresa fallita, per drenare risorse, avrebbe contabilizzato stipendi enormemente sproporzionati nei confronti di taluni dipendenti, appartenenti al nucleo familiare dell’amministratore di fatto, nonché costi per servizi inesistenti o duplicati nei confronti delle società satellite.
Alla fine, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per sei persone e l'obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria per altre cinque. Con il medesimo provvedimento, è stato poi deciso il sequestro preventivo di beni e somme riconducibili agli indagati per un valore complessivo di circa 42 milioni di euro. Contestualmente, sono state anche ordinate 26 perquisizioni nelle residenze degli indagati e nelle sedi delle società coinvolte, interessando le province di Cagliari, Sulcis Iglesiente, Nuoro, Belluno, Roma, Potenza e, in Toscana, Pisa e Livorno.
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