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Attualità Domenica 30 Agosto 2026 ore 13:30
Pagate ma invisibili, così più del 95% delle tasse

Una famiglia con due lavoratori dipendenti e un figlio paga 20.500 euro di tasse, la stragrande maggioranza trattenute: i dati della Cgia di Mestre
ITALIA — Non pagate, ma prelevate. Questa la dicitura che riassume addirittura il 95,7% delle tasse che una famiglia "tipo" - ovvero, due lavoratori dipendenti con un figlio a carico - sostiene annualmente senza neppure rendersene conto. I soldi, infatti, sono automaticamente trattenuti dalla busta paga, o inclusi nel prezzo di ciò che viene acquistato quotidianamente.
È la conclusione cui è giunto l'ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha pubblicato un dossier su quanto pesano complessivamente le tasse quest’anno su una famiglia italiana "tipo". Con il risultato di oltre 20.500 euro.
A spiegare i passaggi che portano a questa cifra è la stessa Cgia: considerando le imposte trattenute "alla fonte" - ovvero le ritenute Irpef, i contributi previdenziali e le addizionali Irpef - il gettito ammonta a 13.030 euro, ovvero il 63,3% del totale. Aggiungendo quelle "nascoste" - come l'Iva sugli acquisti, le tanto vituperate accise, il contributo al Servizio Sanitario Nazionale incluso nell’Rc auto, l'imposta sull’Rc auto, il canone Rai e altro ancora - lo Stato incassa altri 6.676 euro, pari al 32,4% del totale.
Pertanto, l’ammontare complessivo di quanto versato all’erario raggiunge i 19.706 euro, cioè il 95,7% del prelievo globale. Di conseguenza, la coppia in esame paga direttamente e in maniera consapevole soltanto 887 euro l’anno, ovvero il bollo per l'auto e la Tari, la tassa sui rifiuti.
Chi, invece, versa consapevolmente gran parte del proprio carico fiscale sono i lavoratori autonomi, ovvero chi ha la partita Iva. "Tuttavia - hanno spiegato dalla Cgia di Mestre - pur sentendo maggiormente il carico tributario, spesso anche le partite Iva non hanno chiara la cifra esatta di tasse che versano ogni anno. Il motivo è il sistema di liquidazione dell’Irpef: oltre al saldo dell’anno precedente, richiede un acconto del 100% per l’anno in corso, rendendolo poco trasparente e penalizzante in caso di incrementi di reddito".
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