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Attualità Domenica 19 Aprile 2026 ore 08:15

Per i 30 anni del Ciclone una festa con Pieraccioni

Lorena Forteza e Leonardo Pieraccioni in una scena del film
Foto di: Instagram / Leonardo Pieraccioni

L'attore fiorentino chiama a raccolta i fan per festeggiare il "compleanno" di una delle pellicole più iconiche del cinema italiano



LATERINA PERGINE VALDARNO — A trent'anni di distanza dall'incredibile successo de Il ciclone, 24esima pellicola in assoluto per incassi nella storia del cinema italiano, l'attore e comico Leonardo Pieraccioni, che diresse e recitò nel film, lancia l'appello per una grande festa il prossimo 16 Maggio. E la location, naturalmente, non può che essere in Toscana, a Laterina, dove in una colonica si sono svolte molte delle riprese.

"Ci si vede tutti li e si brinda col ramato - ha scritto sui social Pieraccioni, ricordando una delle battute della pellicola - è stato un film pieno di ricordi belli: scritto con Giovanni Veronesi in un mese mentre Rita Cecchi Gori chiedeva 'a che punto siete?'. Noi avevamo finito, ma si diceva 'a metà!' e lei: 'già a metà? Ma non siete troppo veloci?'". Poi una ricerca lunghissima per la protagonista, un giorno mi apparve Lorena Forteza in foto su una locandina ad un’edicola, io l’avevo già provinata ma continuavo la ricerca, ma dalla foto di quella locandina lei mi guardava proprio come dire: 'ma cosa cerchi ancora, bischeros!'. Smisi immediatamente di cercare".

E poi anche l'aneddoto sul coinvolgimento di Mario Monicelli, che prestò la propria voce al film. "Mi disse 'fammelo vedere prima, non sono sicuro di saperla fare questa voce': era chiaro che voleva capire invece com’era il film - ha raccontato - Vittorio Cecchi Gori ci organizzò una proiezione privata, eravamo in tre, io, Monicelli e chiamai anche i’ Conti! Monicelli si mette a sedere e a noi d’istinto ci viene di non metterci a sedere proprio accanto a lui ma a due sedie di distanza per rispetto. Monicelli dopo la proiezione disse 'vabbene dai, facciamola questa voce del nonno' e per me quello fu il più bel premio di tutti".

"Ah, dimenticavo - ha concluso - dopo il successo del film, chiesi a Calosci, all’epoca organizzatore generale, di rintracciarmi il mitico motorino che era stato riportato in un magazzino e che avrei voluto tenermi per ricordo. Dopo qualche giorno mi chiamò per dirmi 'è sparito' io chiedo 'rubato?'. 'No, sparito!'. Mi piacque pensare che era scappato dal magazzino alla ricerca delle ballerine di flamenco".


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