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mercoledì 13 novembre 2019

Attualità lunedì 13 luglio 2015 ore 15:20

Le nuove sfide del consiglio regionale

Servizio di Tommaso Tafi

Celebrati i 45 anni dalla prima seduta. Giani: "Riallacciare il legame con i cittadini". Il costituzionalista De Siervo: "Attenti alle nuove riforme"



FIRENZE — Uno sguardo al passato, per pianificare il futuro. E' su questo doppio binario che si sono giocate le celebrazioni per il 45esimo compleanno del consiglio regionale, che hanno visto il presidente Eugenio Giani consegnare una targa ai familiari di Elio Gabbuggiani, il primo a ricoprire la carica di presidente nel 1970 e una alla figlia di Lelio Lagorio, primo governatore della Toscana tra il 70 e il 78.

Una celebrazione impreziosita dalla prolusione di Ugo De Siervo, costituzionalista ed esperto di diritto delle Regioni, che ha sottolineato come rispetto a 45 anni fa il ruolo degli enti locali sia cambiato, così come l'entusiasmo che suscitavano nei cittadini. 

"Nel 1970 - ha sottolineato De Siervo - c'era una grande passione, una grande speranza attraverso le Regioni di trasformare lo Stato italiano, di migliorare la democrazia, di arricchire la classe politica con nuove figure, nuovi soggetti. In parte ci si è riusciti e in parte le Regioni hanno subito la crisi che hanno subito le istituzioni politiche e amministrative italiane". 

Ora ecco la nuova sfida. "Adesso le Regioni si trovano a doversi confrontare con proposte di revisione costituzionale, che in parte le valorizzano e in parte ne deprimerebbero fortemente i poteri". De Siervo ha invitato i consiglieri regionali a tenere gli occhi aperti. 

"Magari - ha detto De Siervo - sarebbe opportuno si rendessero conto di ciò che è in gioco in questo periodo".

Chi invece guarda al futuro è Eugenio Giani che ha ribadito l'importanza per le Regioni di prendere il posto delle Province assorbendone le funzioni. "L'obiettivo - ha detto il presidente del consiglio regionale - è quello di rilanciare la Regione, come entità vicina ai cittadini che ha un'utilità perché riesce a dare il senso del coordinamento fra quello che è l'istituzione di casa, ovvero il Comune, e l'istituzione in cui ci riconosciamo, che è lo Stato".



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