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Cronaca Domenica 25 Gennaio 2026 ore 12:51

Ladri in azione di notte al centro per l'autismo

Foto di: Autismo Livorno Aps /Facebook

Spazi a soqquadro e tablet rubati. Lo sdegno dell'assessora regionale Monni: "Non erano oggetti, ma possibilità concrete di relazione"



LIVORNO — Porta forzata, spazi messi a soqquadro e tablet utilizzati per le terapie rubati. E' accaduto a Livorno, dove a finire nel mirino dei ladri è stata Villa Porcelli, sede del Centro dedicato all'autismo. A denunciare quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato, con un post pubblicato su Facebook, è l'associazione Autismo Livorno Aps.

"Vedere questa foto è un duro colpo al cuore. Villa Porcelli, centro diurno dove vengono prese in carico persone autistiche così devastata non è tollerabile-  scrive l'associazione - Questo luogo è per noi una speranza di futuro per i nostri figli... Che brutto fatto, per rubare cosa? Strumenti che servono per la comunicazione. Sì, la comunicazione che spesso è difficoltosa per le persone autistiche. Non possiamo rimanere indifferenti. Abbiamo bisogno della presenza delle Istituzioni per smorzare questi atti di violenza".

Sull'episodio è intervenuta, con un post su Facebook anche l'assessora regionale al Diritto alla salute Monia Monni. "Villa Porcelli, a Livorno, è un centro pubblico per l’autismo. - scrive Monni.- È uno spazio fondamentale per 156 minori e 54 adulti che lì costruiscono, giorno dopo giorno, la possibilità di comunicare, di orientarsi, di stare nel mondo. È un lavoro importante, serio, preciso, fatto di competenze, continuità e rispetto. Stanotte Villa Porcelli è stata violata".

"Una porta forzata, spazi messi a soqquadro. - ha aggiunto Monni - Sono stati rubati tablet per la comunicazione aumentativa, computer, strumenti di lavoro. Non erano oggetti. Erano parole. Erano ponti. Erano possibilità concrete di relazione. Senza quegli strumenti, per qualcuno parlare diventa impossibile, il mondo torna muto e la vita molto più faticosa. Ero lì pochi giorni fa ed ho visto cosa significa lavorare in quel posto. Ho visto operatrici ed operatori competenti, attenzione reale alle persone, un servizio pubblico che funziona perché è costruito con tempo, cura, responsabilità. Oggi sono arrabbiata, tanto. Sentire la voce affranta di Claudia, una mamma il cui figlio frequenta il centro, è stato un pugno nello stomaco. Purtroppo non stiamo parlando "solo" di un furto. Questo è un colpo inferto a chi è più fragile. È violenza su un servizio pubblico che serve a garantire diritti essenziali. È togliere strumenti a chi già combatte ogni giorno per farsi capire. È qualcosa di crudele e incomprensibile, che ferisce profondamente. Ma a Claudia e a tutti gli altri genitori, alle ragazze e ai ragazzi, alle operatrici e agli operatori voglio dire solo che ci rialzeremo e lo faremo presto. Prestissimo".


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