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Attualità sabato 09 aprile 2022 ore 10:18

Moby Prince, un quadro all’Armadio della Memoria

Donata l’opera ‘Verità a terra - 1991’ di Francesco Vieri al consiglio regionale. Sarà esposto a Firenze, nel palazzo del Pegaso



LIVORNO — Verità e giustizia mancano ancora perché si possa scrivere la parola fine alla tragedia del Moby Prince. A 31 anni dall’incidente, che provocò una strage con 140 vittime nel porto di Livorno (l’anniversario ricorre il 10 aprile), il Consiglio regionale della Toscana accoglie il primo atto delle commemorazioni, che vivranno il momento più alto domenica a Livorno, e riceve in donazione un quadro dell’artista Francesco Vieri, ‘La verità a terra – 1991’. L’opera, grazie alla donazione voluta dall’associazione ‘Moby 140’, sarà esposta per tutto il mese di aprile a palazzo del Pegaso ed entrerà poi a far parte dell’Armadio della Memoria, custodito nella Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo.

Ed è stato proprio a palazzo Cerretani, in piazza dell’Unità italiana, dove la biblioteca ha sede, che si è tenuta la cerimonia ieri pomeriggio, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, del consigliere livornese Francesco Gazzetti, presidente della commissione Europa, dell’assessora del Comune di Livorno, Silvia Viviani, del direttore del Tirreno, Luciano Tancredi. Tutti intorno a una sedia vuota, quella lasciata libera per Loris Rispoli, con sopra appoggiata una maglia rossa con la scritta gialla ‘#iosono141 Forza Loris’, salutato con un lungo applauso, e accanto ai presidenti delle due associazioni delle vittime, Nicola Rosetti (‘Moby 140’) e Luchino Chessa (‘10 aprile – Familiari vittime Moby Price’) che ormai lavorano “giorno dopo giorno fianco a fianco, ogni sera dopo le 22.30”. Presenti anche ragazzi e ragazze del liceo ‘Machiavelli’ di Firenze, ospitati nello spazio della biblioteca Pietro Leopoldo per la redazione del giornale Hermes della scuola.

“Siamo qui per ricordare una giornata terribile e ricordare vuol dire toccare ferite profonde, perché verità e giustizia non si sono ancora trovate fino in fondo, ci sono risposte ancora non date ai familiari delle vittime”, dice il presidente Antonio Mazzeo. “L’Armadio della Memoria è il luogo che abbiamo voluto qui per non dimenticare, non voltarsi dall’altra parte e dire ai familiari delle vittime ‘siamo con voi’. È compito delle istituzioni e della politica – prosegue Mazzeo – far sì che giustizia sia sempre fatta, ognuno di noi deve sentirsi una parte di responsabilità se ancora questo non è stato e ancora non sappiamo tutta la verità su quanto è accaduto quel giorno. Voglio salutare a distanza Loris Rispoli, che sta combattendo una difficile malattia e che è stato il cuore pulsante della battaglia per ricordare le vittime del Moby Prince. Sarò a Livorno domenica, per confermare che le istituzioni ci sono”.

“È un momento importante, che abbiamo voluto alla vigilia delle commemorazioni della strage che si terranno a Livorno – dice il consigliere Francesco Gazzetti –. Il termine strage possiamo usarlo anche grazie al grande lavoro svolto dalle due associazioni delle vittime. L’opera di Vieri dà ancor più profondità al senso di quello che è accaduto. A Loris Rispoli mandiamo un grande abbraccio e confermiamo il nostro impegno, che vede anche il grande lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Andrea Romano, e ci vede impegnati come consiglieri regionali, penso a Gianni Anselmi e anche a Fausto Merlotti, oggi presente a questa cerimonia”.

Nell’opera di Vieri c’è un riferimento al quotidiano Il Tirreno, in ricordo del grande lavoro di racconto e di scavo sulla vicenda del Moby Prince che l’ha visto protagonista sin dalla prima notte. “Quella del Moby Prince è una ferita ancora aperta – dice il direttore Luciano Tancredi, che ricorda l’impegno di testimonianza assunto dal Tirreno sin dal giorno della tragedia –. Il nostro essere qui oggi vuole essere un atto in favore delle vittime che hanno ancora viva questa ferita nel cuore. Il nostro giornale si è assunto il compito di raccontare le tre stragi toscane e di essere al fianco di chi chiede giustizia e continueremo a farlo in futuro”.

Un sentimento condiviso dall’assessore Silvia Viviani, che porta il saluto del sindaco Salvetti: “Sono qui a nome di tutti i livornesi, di una città che non vuole dimenticare. Il Comune ci sarà sempre e non verrà mai meno all’impegno di chiedere verità e giustizia. È una responsabilità che condividiamo”.

Il quadro di Francesco Vieri “è volutamente cruento, vuole incuriosire le nuove soprattutto generazioni perché si documentino su quello che è successo quel giorno a Livorno”, spiega l’autore. L’Armadio della Memoria accoglie il patrimonio cartaceo e digitale delle stragi toscane (oltre a Moby anche quelle del treno di Viareggio e della Costa Concordia al Giglio) al cui ingresso, il 13 aprile 2021, il presidente Mazzeo ha svelato una targa commemorativa.


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