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Attualità lunedì 05 febbraio 2024 ore 18:50

La lotta ai tumori fa tappa nello spazio

Il professor D’Elios con le dottoresse Della Bella e Benagiano
Il professor D’Elios con le dottoresse Della Bella e Benagiano

Un progetto condotto da scienziati toscani porta linfociti T 'killer' dei melanomi sulla stazione spaziale internazionale. Lancio da Cape Canaveral



TOSCANA — Dalla Toscana la lotta ai tumori si sposta nello spazio, sulla stazione spaziale internazionale con lancio Nasa da Cape Canaveral: è il progetto Immune Cell Activation (Ica), condotto nello spazio da Unifi, finanziato dall'Agenzia spaziale europea (Esa) e in collaborazione con la Nasa. Si tratta di uno studio scientifico d’avanguardia, in grado di far compiere potenziali progressi nella cura dei tumori.

Protagonisti sono i linfociti T, 'killer' diretti contro i tumori, che saranno inviati nello spazio per valutare se la microgravità della stazione spaziale possa essere l'habitat più idoneo a produrli. 

Il progetto Ica - coordinato dal Principal Investigator professor Mario Milco D’Elios e condotto in prima persona dalla dottoressa Chiara Della Bella insieme alla dottoressa Marisa Benagiano, entrambe assegniste del dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica (Dmsc) Unifi - è frutto della collaborazione con il gruppo Colorobbia di Vinci e Kayser Italia di Livorno. Nasce dalla combinazione tra immunologia e nanomedicina.

Dalla Toscana nello spazio e ritorno

"In una prima fase - spiega una nota dell'ateneo fiorentino - presso il Dmsc sono stati preparati linfociti T specifici contro il melanoma, poi spediti congelati a meno 80° centigradi al Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, sede dei lanci spaziali della Nasa".

Qui i linfociti T sono stati scongelati nei laboratori Nasa direttamente dalle dottoresse Della Bella e Benagiano: "I linfociti T così ottenuti saranno successivamente assemblati in dispositivi ingegneristicamente avanzati con le nanoparticelle ferromagnetiche. Saranno utilizzati come controllo anche preparazioni di linfociti B e di cellule di melanoma sempre preparate presso il Dmsc".

A quel punto i linfociti e le cellule di melanoma saranno lanciati nello spazio. Sulla stazione spaziale internazionale Iss avverrà l’incorporazione delle nanoparticelle nelle cellule: "Tramite procedure automatizzate all’interno della stazione spaziale Iss avverrà l’attivazione cellulare con la conseguente raccolta, anch’essa automatizzata, di Rna messaggero e sovranatanti, che verranno conservati all’interno della stazione spaziale fino al loro ritorno sulla Terra".

L'ultima fase prevede infatti il ritorno sul pianeta Terra, con recapito all'università di Firenze. Qui saranno studiati gli esiti dell'esperimento effettuato nello spazio, evento del tutto pionieristico: "Avrà anche sicuramente ricadute positive per la cura dei tumori sul nostro pianeta”, afferma Della Bella.


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