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Attualità sabato 22 novembre 2014 ore 16:50

Mafia e istituzioni, dialogo per il potere

Nasce il centro studi Pier Luigi Vigna, formato da ex agenti della Dia. Il presidente del Senato Grasso al ventesimo vertice nazionale antimafia



BAGNO A RIPOLI — In Toscana le infiltrazioni mafiose fatturano qualcosa come 15 miliardi di euro all'anno e anche se le teste pensanti delle cosche restano al sud, a regione è considerata un'ottimo territorio di investimento e riciclaggio. I dati sono stati diffusi dalla Fondazione Capponnetto in occasione del 20mo vertice nazionale antimagia e del terzo summit del Mediterraneo.

"Oggi la mafia, con imprenditori e professionisti, colloquia con le istituzioni e crea un connubio con il potere finanziario e politico - ha detto Grasso - La magia non fa affari solo nelle terre di ordine ma anche al centro, al nord e all'estero. Ma le teste restano al sud e quando di avviano inchieste al nord Italia o all'estero si deve sempre cercare di collegare con le regioni di origine".

"Non esistono zone franche dalle mafie - ha dichiarato la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi - nè in Italia nè in Europa nè nel mondo, non solo per una non conoscenza del fenomeno ma anche per una rimozione di quest'ultimo o per una furbesca capacità di approfittarne".

Nelle prossime settimane, in seno alla Fondazione Caponnetto, nascerà un ufficio studi intitolato al procuratore Pier Luigi Vigna a due anni dalla sua scomparsa.  Vigna indagò a lungo sulle stragi di Firenze, Milano e Roma del 1993, riuscendo a dimostrare, grazie alla fondamentale collaborazione con gli uomini della Dia (Direzione investigativa antimafia), che Cosa nostra aveva cambiato obiettivo, passando dagli attentati contro i magistrati, membri delle forze dellpordine, giornalisti e politici a stragi di massa, virulente ed eversive che aveva come unico scopo di ricattare lo Stato.

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