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Cronaca sabato 11 giugno 2022 ore 15:57

E' morto Angelo Chessa, memoria del Moby Prince

Il monumento alle vittime del Moby Prince

Figlio del comandante del traghetto su cui nel 1991 morirono 140 persone nel mare di fronte a Livorno, si è sempre battuto per verità e giustizia



MILANO — Ha suscitato profondo cordoglio la notizia della morte a soli 56 anni di Angelo Chessa, che si è sempre battuto per avere verità e giustizia sulla strage del Moby Prince, in cui morirono 140 persone. Fra loro anche Ugo Chessa, padre di Angelo, che era il capitano del traghetto.

"Oggi è un giorno triste - così Luchino Chessa, fratello di Angelo e presidente Associazione 10 Aprile dei familiari delle vittime della strage del Moby Prince, unitamente a Nicola Rosetti, presidente Associazione 140 - familiari vittime Moby Prince -. Un giorno che non avremmo mai voluto. La scomparsa di Angelo Chessa ci fa male, ci distrugge. 31 anni di battaglie e Angelo sempre in prima linea e apripista, una forza che ha tramesso a tutti coloro che hanno combattuto con lui e a tutti coloro che si sono avvicinati alla storia del Moby Prince". 

"Ha vissuto più della metà della vita a combattere per la verità sulla strage del Moby Prince - hanno ricordato Luchino Chessa e Rossetti -, seguendo la rotta della verità e superando gli ostacoli infiniti messi da chi la verità non ha mai voluta che emergesse. Con una Commissione Parlamentare di Inchiesta a pochi mesi dal suo termine con importanti risultanze che verranno pubblicate a fine legislatura e due Procure della Repubblica, Livorno e Firenze, che stanno lavorando su aspetti inquietanti, Angelo si è dovuto fermare definitamente. Avremo Angelo sempre nel cuore e lo ringraziamo all’infinito per tutto quello che ha fatto. Grazie al suo spirito combattivo la strage del Moby Prince non è mai entrata nell’oblio e noi continueremo a combattere fino a che non verrà fatta giustizia. Adiosu Angelo. Non ci fermeremo mai".

"Il sindaco Luca Salvetti e l'amministrazione - hanno scritto dal Comune di Livorno -, a nome della città, esprimono il loro cordoglio per la scomparsa di Angelo Chessa figlio del comandante della Moby Prince Ugo Chessa, deceduto durante la più grave tragedia della marineria civile italiana - si legge nella nota - medico ortopedico, Chessa è scomparso prematuramente a causa di una lunga malattia. Per lunghi anni, insieme al fratello Luchino si era battuto per individuare la verità sul rogo avvenuto la notte del 10 Aprile 1991 davanti al porto di Livorno, e per tenere alta la reputazione del padre".

"Insieme alle associazioni ha dato un contributo fondamentale per riaprire le inchieste e attivare le commissioni parlamentari che devono fare luce sulla tragedia - conclude la nota - la sua scomparsa sarà un ulteriore stimolo per l'amministrazione per non dimenticare, né ora né mai, e per stare al fianco dei familiari delle vittime".

"Una notizia che rattrista, perché con lui scompare un pezzo della memoria storica che, con altri, ha tenuto vivo il ricordo della tragedia della Moby Prince - hanno dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, e il presidente della Commissione Europa, Francesco Gazzetti - ai familiari, agli amici e a quanti si sono impegnati con lui nella battaglia per la verità esprimiamo il cordoglio e la vicinanza nostra e di tutto il Consiglio regionale".

Nell'Aprile 2017, su proposta del consigliere Gazzetti, il Consiglio regionale istituì l’Armadio della Memoria, ovvero un archivio di tutti i materiali disponibili sulla tragedia del 1991, ospitato presso la Biblioteca regionale "Pietro Leopoldo".

"L’Armadio della Memoria è il luogo che abbiamo voluto qui per non dimenticare e non restare indifferenti - ha aggiunto Mazzeo - ancora più adesso, dopo la scomparsa di Angelo, staremo vicini al fratello Luchino Chessa e alla sua associazione che da decenni si batte per avere la ricostruzione più veritiera possibile di quella maledetta notte. È compito delle istituzioni e della politica far sì che giustizia sia sempre fatta".

"Con tristezza apprendo la notizia della morte del professore Angelo Chessa, stimato chirurgo specializzato in ortopedia e animatore dell'Associazione 10 Aprile, che ha combattuto per 31 anni per avere verità e giustizia su una tragedia per troppo tempo avvolta nel mistero e nelle reticenze - ha detto l'onorevole Manfredi Potenti, vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta - la Commissione parlamentare istituita alla Camera anche a seguito di una mia proposta di legge non ci sarebbe stata senza la determinazione e la costanza dell'impegno di uomini come Angelo Chessa".


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