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giovedì 22 agosto 2019

Cronaca sabato 19 agosto 2017 ore 18:50

​Niccolò, indagini anche sui due ceceni scarcerati

Foto facebook Mossos d'Esquadra

Monitorati i movimenti dei due giovani rilasciati dopo il pestaggio. Primi atti dell'inchiesta aperta in Italia. Nardella: "Noi parte civile"



FIRENZE — Le prime mosse dell'inchiesta italiana sulla morte di Niccolò Ciatti, aperta dalla procura di Roma e affidata ai carabinieri del Ros, sono state avviate nel momento in cui il corpo del ragazzo ucciso a Lloret de Mar è rientrato in Italia con il volo atterrato a Fiumicino. La notte scorsa la salma del 22enne è stata esaminata con la tecnica del 'body scanner' nella clinica Gemelli di Roma. L'esame è stato effettuato subito in modo da poter restituire il corpo ai genitori e alla sorella per il funerale che si è svolto oggi davanti a duemila persone a Scandicci. Il 'body scanner' è simile a una tac e i suoi risultati sono entrati nel fascicolo dell'inchiesta romana sul pestaggio mortale.

All'esame era presente anche il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri che ha anche spiegato come dall'Italia siano seguiti con grande attenzione i passi avanti delle indagini spagnole. "Ci risulta che le autorità spagnole - ha detto Ferri - stanno svolgendo gli accertamenti necessari anche sugli altri due ceceni denunciati a piede libero che hanno partecipatola pestaggio di Niccolò Ciatti. I loro movimenti sono monitorati in Europa".

Per il momento in carcere resta solo Rassul Bissultanov. Su di lui pende l'accusa di omicidio per la morte di Niccolò.

In occasione dei funerali del giovane il sindaco metropolitano Dario Nardella ha detto che la città metropolitana si costituirà parte civile nel processo. Lo stesso ha dichiarato, subito dopo il pestaggio, il sindaco di Scandicci Sandro Fallani. 



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