L’INTERVISTA DELLA DOMENICA Domenica 22 Febbraio 2026 ore 09:00
Sanità, lavoro e giovani, l'impegno di Mazzeo per la Toscana

Il vice presidente del Consiglio regionale traccia le priorità e guarda al futuro, compreso quello del Pd: "Grazie a Schlein e Bonaccini più unito"
PISA — "Questa legislatura si apre in una fase complessa, ma anche ricca di opportunità e per quanto mi riguarda voglio, prima di tutto, continuare a essere più possibile vicino ai territori che mi hanno eletto e alle loro necessità”. Dopo dieci anni da consigliere regionale, di cui gli ultimi cinque come presidente dell'assemblea legislativa, il viaggio di Antonio Mazzeo riparte in quella Toscana che ama e che, originario della Basilicata, ormai sente casa. Che prima lo ha accolto come studente universitario a Pisa, poi come imprenditore e infine politico nelle fila del Pd che, nelle città della Torre fra l'altro ha partecipato attivamente anche a fondare.
Quali programmi ha per questa nuova legislatura che si è appena aperta?
Le priorità sono chiare: sanità pubblica, sostegno ai comuni più fragili, transizione energetica sostenibile e politiche per il lavoro. Ma anche attenzione ai giovani, come dimostra la nostra mozione per chiedere di istituire il trasporto pubblico gratuito per gli under 26. La Toscana deve continuare ad essere un modello di coesione sociale e di attenzione alle fasce più deboli della nostra società.
E come rappresentante toscano del Comitato europeo a Bruxelles?
Il lavoro a Bruxelles è fondamentale. Oggi molte decisioni che incidono sui territori nascono in Europa, basti pensare alla misura sui nidi gratis che abbiamo promosso per le famiglie con Isee inferiore a 40mila euro. Il mio obiettivo è portare sempre più la voce della Toscana in Europa e, allo stesso tempo, riportare in Toscana le opportunità europee. Penso ai temi della transizione energetica, della competitività delle imprese, delle politiche per i giovani come la richiesta, fatta nell'ultima plenaria, di aumentare le risorse per il progetto Erasmus. L’Europa non deve essere percepita come distante ma come uno strumento concreto per rafforzare i nostri territori.
Per quanto riguarda invece Pisa, anche alla luce delle ultime vicende interne della giunta Conti, alle prossime elezioni potrebbe prendere in considerazione di candidarsi a sindaco?
Sono stato rieletto in consiglio regionale con il voto di oltre 13mila cittadini della provincia di Pisa e ora tutta la mia attenzione è sul mio ruolo da vice presidente del Consiglio Regionale e membro del Comitato Europeo delle Regioni. Su Pisa mi limito a dire che la giunta Conti ha evidentemente fallito, soprattutto sul tema della sicurezza. Ci avevano riempito di slogan ma oggi la città è ancora più insicura e pericolosa di qualche anno fa. Il centrosinistra ha un dovere semplice: costruire, il prima possibile, una coalizione ampia e forte con un'idea alternativa e condivisa di città rispetto a quella della destra. Le forze politiche e civiche che si riconosceranno in questo progetto serio di rilancio sceglieranno poi il migliore candidato o la migliore candidata.
Come vede la situazione della segreteria provinciale del Pd?Grazie all'impegno e alla responsabilità di Elly Schlein e Stefano Bonaccini si è aperta a livello nazionale una fase nuova per il Partito Democratico. Possiamo e dobbiamo lavorare ora tutti insieme per riportare questa rinnovata unità anche a livello regionale, provinciale e comunale con l'unico obiettivo di tornare ad amministrare prima di tutto la città di Pisa. Abbiamo bisogno di un partito aperto, capace di ascoltare amministratori, iscritti e mondo civico. Le sfide davanti a noi richiedono responsabilità e spirito di squadra.
E' recentemente intervenuto sul parco fotovoltaico e sui nuovi criteri di classificazione dei comuni montani, due aspetti distanti ma comunque emblematici dell'attenzione costante sul territorio e sulle sue fragilità. E' corretto?
Assolutamente si. Parto dal tema delle energie rinnovabili: sono fondamentali per la transizione ecologica e per ridurre il costo dell’energia, ma vanno realizzate con intelligenza e visione di lungo periodo. Il problema non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene applicata: non ha senso consumare suolo agricolo e mettere a rischio paesaggi fragili quando esistono alternative evidenti, come aree industriali dismesse, discariche, cave abbandonate, coperture e tetti di edifici pubblici e privati. In Toscana avevamo già predisposto, nella scorsa legislatura, una norma che aggiornava criteri e procedure per la definizione delle aree idonee. Ci siamo fermati in attesa che fosse definita la normativa nazionale e ora che questo è avvenuto serve riprendere quel lavoro, aggiornarlo al nuovo quadro e approvare il prima possibile la legge regionale sulle aree idonee. L’obiettivo è semplice: indirizzare gli investimenti dove l’impatto è minore e dove si rigenerano aree già compromesse, evitando nuova pressione sui suoli agricoli e riducendo i conflitti con paesaggio e comunità locali.
E sulla nuova classificazione dei comuni montani?
Il decreto Calderoli riconosce Amalfi come comune montano ma esclude Volterra, Pomarance, Calci, Buti, Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo. Una classificazione assurda, che rischia di penalizzare territori già fragili. Per me una cosa è chiara: questi comuni non devono perdere risorse e opportunità per una scelta calata dall’alto. È la battaglia che il Pd ha già fatto in Parlamento (ottenendo almeno il reinserimento di 31 realtà toscane rispetto alla lista iniziale) e che il presidente Giani ha portato in conferenza Stato-Regioni dando parere contrario alla riforma. Ma non basta ancora. Per questo, come abbiamo spiegato nel corso di una assemblea pubblica a Volterra, chiediamo che la Giunta continui a farsi sentire con forza con il Governo a sostegno dei territori rimasti penalizzati. E, parallelamente, che continui intanto a investire sulla Toscana diffusa, perché aree interne e montane non possono essere lasciate indietro. In questo senso si inserisce anche il tema della geotermia. Abbiamo la necessità di sostenere non soltanto lo sviluppo di quel settore ma fare in modo che le imprese possano competere sul mercato e dare lavoro dignitoso a tante persone di quei territori.
In questi giorni stiamo vivendo la magia delle Olimpiadi, la candidatura della Toscana per quelle del 2040 sarebbe plausibile?
Sono molto contento che, anche grazie all’effetto di Milano-Cortina, torni a prendere slancio nella nostra regione la proposta di candidare la Toscana alle Olimpiadi del 2040. Chiederò a tutte le forze politiche di maggioranza di sostenere una mozione per iniziare a definire un programma capace di valorizzare la Toscana diffusa, promuovere le nostre eccellenze e coinvolgere attori e territori della regione. Sarebbe una straordinaria vetrina per la Toscana e un’occasione di visibilità internazionale senza precedenti immaginando, come successo a Parigi, che lo sfondo alle gare potrebbero essere piazza dei Miracoli a Pisa, Santa Croce a Firenze, piazza del Campo a Siena o il centro storico di Lucca fino alla straordinaria bellezza delle nostre coste: una vetrina capace di raccontare al mondo l’identità e la forza dei nostri territori. Ma deve essere un progetto sostenibile, con benefici duraturi e non solo legati all’evento. Servono valutazioni rigorose sui costi, sull’impatto ambientale e sulle ricadute per i territori.
E' sempre molto presente a Pontedera, ci sono progetti e novità all'orizzonte?
Pontedera rappresenta un cuore produttivo fondamentale per la provincia di Pisa. Il confronto con le imprese è costante perché oggi la competitività si gioca su innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro. Con l’assessore Puccinelli e il sindaco Franconi abbiamo ribadito l’importanza di sostenere le aziende che investono e creano occupazione, a Pontedera come in tutti gli altri comuni della provincia. Come ho avuto modo di raccontare anche in quella occasione, discuteremo a breve della nuova legge sull'Intelligenza Artificiale e lavoreremo per rifinanziare quella a sostegno di innovazione e start-up. Il nostro obiettivo non è solo sostenere le aziende già presenti sul territorio ma creare le condizioni per attrarne di nuove e, con essere, generare anche nuovi posti di lavoro.
Paola Silvi
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