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Attualità Martedì 16 Giugno 2026 ore 13:50

Il combustibile delle stelle nell'universo primordiale

Uno studio getta nuova luce sulla formazione delle prime galassie dopo il Big Bang. L'università di Pisa nel team internazionale



PISA — Un team internazionale di ricerca ha scoperto un’enorme riserva di gas molecolare freddo, il combustibile necessario alla formazione di nuove stelle, in un'antichissima galassia, la Rebels-25, che esiste da quando l’Universo aveva appena 700 milioni di anni, ovvero meno del 5% della sua età attuale.

Lo studio, che vede tra i protagonisti Andrea Pallottini, ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, getta nuova luce sulla formazione delle prime galassie dopo il Big Bang.

La scoperta, pubblicata su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (Oxford Academic), è stata fatta attraverso le osservazioni del radiotelescopio Very Large Array negli Stati Uniti e dell'interferometro Alma in Cile, grazie alle quali i ricercatori hanno identificato il segnale emesso dal monossido di carbonio presente nella galassia, una traccia fondamentale per misurare la quantità di gas molecolare disponibile.

"Per la prima volta abbiamo una prova diretta che alcune galassie dell'Universo primordiale erano estremamente ricche di gas molecolare, il combustibile da cui nascono le stelle - commenta Andrea Pallottini - Comprendere le caratteristiche fisiche di questo materiale è essenziale per ricostruire i processi che hanno portato alla formazione delle prime galassie e all'evoluzione dell'Universo nei suoi primi miliardi di anni".

"I risultati - spiega l'ateneo pisano in una nota- i aprono inoltre nuove prospettive per lo studio dell'Universo giovane. I futuri radiotelescopi di nuova generazione permetteranno di estendere queste osservazioni a un numero molto più ampio di galassie, offrendo una visione sempre più dettagliata delle prime fasi dell'evoluzione cosmica".

Lo studio è stato diretto da Karin Cescon, studentessa di dottorato dell'Università di Leida (Paesi Bassi) e ha coinvolto ricercatrici e ricercatori che provengono da numerose istituzioni, tra cui l'Osservatorio di Leida, il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) degli Stati Uniti, l'European Southern Observatory (ESO), il Cosmic Dawn Center (Danimarca) e diversi atenei e centri di ricerca europei, asiatici e nordamericani. 


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